Expo 2015, il mondo dell’immagine e… Samsung

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Provate a immaginare Expo 2015 senza i display. Non è possibile. Video e interattività rappresentano il modo scelto da quasi tutte le nazioni per raccontarsi e Samsung ha portato le proprie soluzioni per la riuscita dell’evento e la realizzazione di tanti stand. Vi proponiamo un percorso di riflessioni e tecnologia

Chiunque abbia potuto visitare Expo 2015 ha dovuto necessariamente prendere atto che non solo la nostra società è davvero ‘la società dell’immagine’, ma sempre di più utilizziamo display interattivi e video per orientarci nel mondo che ci circonda, raccontare realtà, raccontare noi stessi quasi come forma di espressione irrinunciabile, altrimenti la nostra comunicazione sarebbe incompleta, priva di emozioni.

Ecco allora che una volta miniaturizzato il display, con gli smartphone, ci siamo procurati un clone pret-a porter delle nostre esperienze, in cui racchiudiamo tutto il nostro vissuto in forma iconica. E con le app ci siamo assicurati un sistema di orientamento sicuro nella giungla delle esperienze, una bussola rabdomantica per riuscire a esperire qualsiasi percorso, reale e virtuale, che poi viviamo di nuovo su display più grandi; smartphone e app come… una lampada di Aladino che ‘toccata’ e ‘sfregata’ a dovere esprime il suo ‘genio’ e ci aiuta a vivere. Anche Expo 2015 non fa eccezione, anche in Expo il video e l’immagine digitale sono quasi tutto, è questo il modo scelto dalle nazioni per rappresentarsi… Tentiamo un percorso.

Expo 2015, un’esposizione che vive di display

Il tema è oramai del tutto consolidato, ne hanno parlato semiologi, sociologi, educatori. Tanti (ma non ancora tutti, per fortuna) sanno che se partecipano a un evento eccezionale e lo raccontano, ma non lo documentano almeno con una foto, immediatamente fruibile nell’iconosfera, e loro stessi non si ‘incardinano’ in quell’evento, non potranno sostenere a lungo di esserci veramente stati. Per esempio nel padiglione dell’Azerbaijan addirittura è possibile posizionarsi dietro un televisore e diventare immediatamente parte dell’immagine elettronica insieme agli altri elementi (questi ultimi digitali), mentre chi è davanti al TV può vederci innestati per metà nella realtà digitale e per metà in quella reale. Davvero metafora di cosa siamo.

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Il muro del mercato

 

Ecco, anche in Expo 2015 sembra che vada proprio così: impossibile non fotografarsi e non comparire su un display, e questo è il meno, ma sembra anche che sia impossibile, per ogni Paese, raccontarsi e raccontare la propria realtà senza fare utilizzo di almeno un display, un’immagine elettronica. Ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti… Nei padiglioni fino ad ora visitati non siamo riusciti a trovare l’esposizione del tema ‘nutrire il pianeta, energia per la vita’, anche fosse in un solo Paese, senza almeno un display. Come a dire che pane e pixel sono necessariamente e intrinsecamente legati a filo doppio, e costituiscano il vero DNA della nostra realtà.

Non si fraintenda il nostro argomentare. Non si tratta qui di fare valutazioni etiche ed estetiche, si tratta solo di constatare che la società si esprime così, con i video nei display di qualsiasi fattura e forma. E soprattutto si vuole introdurre il tema per provare a osservare Expo con un occhio diverso, e magari interrogarsi. Senza i video, senza i display, cosa sarebbe stata questa esposizione universale? E, ancora di più, come era la fiera universale quando video e display non c’erano? Davvero un utilizzo così intenso di immagini è al servizio della comprensione e dell’immaginario? Ci sarebbero dei ‘contenuti’ senza i video? Siamo certi che alimenteremmo in questo modo una lunga discussione.

Samsung in Expo 2015, la tecnologia

Dal punto di vista delle prospettive tecnologiche, noi abbiamo percorso Expo 2015, accompagnati da Samsung, i cui spunti sono risultati interessanti anche per capire meglio Expo 2015. Al di là dei display infatti è interessante comprendere come la tecnologia si incontri con la realtà concreta degli utilizzi sul campo che non sono quasi mai gli stessi di quando in casa ci si piazza di fronte al televisore. In Expo le problematiche sono molto concrete, i pannelli devono essere protetti da sole, caldo, intemperie, alimentati e accesi per ore e ore, toccati in mille modi diversi da centinaia di migliaia di persone e devono sempre funzionare.

Mini display per il digital signage ad altissima risoluzione
Mini display Samsung per il digital signage ad altissima risoluzione, non si distingue l’illustrazione dal display. Nel pannello è raccontato il processo di riciclo delle bottiglie di plastica di CocaCola

La realtà italiana di Samsung, previo accordo con la corporation, è diventata Official Global Partner di Expo 2015 per arricchire l’esperienza dei visitatori della manifestazione in tutto il Sito Espositivo con soluzioni mirate al servizio dell’infrastruttura, ma anche di alcuni stand in particolare. La realizzazione più di servizio sono certamente i Totem informativi. Sono circa 100 all’interno dell’area, con doppia visuale, interattivi in modalità touch, e possono sfruttare NFC e codici barre; sono stati predisposti per dare informazioni direzionali e sull’evento, e Samsung ha realizzato i pannelli e l’applicazione in grado di offrire le informazioni ai visitatori anche sui dispositivi mobile, e ha invece collaborato con un partner per l’ingegnerizzazione della soluzione nel totem.

Oltre ai totem all’interno della fiera sono stati installati circa 20 e-wall in grado di interagire con i dispositivi mobili e di coinvolgere il visitatore attraverso app progettate espressamente per Expo, inoltre la tecnologia Gear VR, già vista per la prima volta a MWC 2015 si è incarnata per l’occasione presso Expo Gate – e presso gli stand partner (per esempio Tim o ancora in un’applicazione B2B per MSC Crociere) – per vivere un’esperienza totalmente immersiva e accedere a contenuti speciali sull’Esposizione Universale di Milano.

Lo stand dell'Azerbaijan
Lo stand dell’Azerbaijan

Decine infine sono le ulteriori implementazioni per i singoli stand, per esempio all’interno del Supermercato del Futuro di COOP, dove Samsung ha implementato circa 30 monitor che offrono a tutti i visitatori informazioni sui prodotti in vendita, o ancora allo stand Coca-Cola, dove display ad altissima risoluzione, con una diagonale inferiore ai 10 pollici, dedicati al digital signage (non vengono utilizzati per i tablet) sono stati sfruttati per illustrare le diverse fasi di riciclo delle bottiglie di plastica.

Su tutti gli esempi, il più ad effetto è il Muro del Mercato dove è stato installato un videowall curvo di 300 metri quadrati, il ‘muro’ è costituito da circa 460 grandi schermi dove sono proiettate informazioni in stile “Borsa” sui vari tipi di alimenti di base, e sulle quotazioni di mercato degli animali da allevamento e nella Sala di Controllo (che non abbiamo potuto visitare) dove è stato collocato un videowall che permette a tutti gli addetti alla centrale operativa di tenere sotto controllo i flussi per uno svolgimento ideale delle attività, dall’accesso del pubblico alla gestione della sicurezza. Praticamente nulla invece la presenza di Samsung con i display a led.

Come è coinvolto il mondo tecnologico in Expo 2015? Prova a rispondere al nostro quiz!

Expo 2015 Samsung

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Expo2015 Il totem informativo con i display Samsung

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