Exxon Mobil sorpassa iPhone. Le incognite sul 2013 di Apple

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Quiz: Quanto conoscete il mercato smartphone?

Il petrolio batte l’iPhone a Wall Street. Le incognite che pesano sul futuro di Apple, nel sempre più affollato e concorrenziale mercato Mobile

Il petrolio riprende la corona di Wall Street, scavalcando l’iPhone. Apple perde lo scettro del colosso maggiormente capitalizzato in Borsa e lo deve cedere ad Exxon Mobil, che era stata superata da Apple solo poche stagioni fa quando il titolo di Apple veleggiava oltre i 700 dollari. Dopo il crollo del 12% di giovedì, Apple ha perso un altro 2.4%, scendendo sotto i 500 dollari. In questo scenario si è consumato il sorpasso di Exxon Mobil. Ma che cosa sta succedendo a Apple?

Apple soffre per tre motivi. In primo luogo, il mercato smartphone sta rallentando: dopo aver venduto 700 milioni di dispositivi nel 2012 (secondo Strategy Analytics), il mercato smartphone, che arriva da anni di boom a doppia cifra, si sta raffreddando. Il mercato smartphone vede Samsung, forte di 63,7 milioni di terminali venduti, “umiliare” Apple, a quota 47,8 milioni di iPhone. La crescita di Samsung è del 76% contro l’incremento di Apple che sfiora il 30%: Samsung gira a velocità doppia. Ma non è tutto: gli smartphone sono il 45,5% di tutti i cellulari. Il mercato potrebbe avviarsi sulla via della saturazione, visto che i cellulari resistono anche come “secondo telefono”: quando lo smartphone è scarico o come “secondo numero di telefonino” per i coniugi con una doppia vita. Anche la sociologia ha il suo ruolo nel mercato smartphone, insomma.

Inoltre Apple soffre la concorrenza crescente e sempre più agguerrita dei rivali. Mentre Samsung prepara un innovativo Galaxy S IV, l’azienda guidata dal Ceo Tim Cook deve affrontare l’incognita Blackberry 10: ferve grande attesa per la rinnovata piattaforma di RIM, un OS “o la va o la spacca” con cui RIM scommette sul proprio futuro, e sul ritorno in primo piano del Blackberry, dopo anni di flessione. In questi tre anni iPhone è cresciuto soprattutto alle spese del Blackberry. Ma se l’azienda canadese, ristrutturata dal Ceo Thorsten Heins con un taglio del 30% della forza lavoro e con un recupero delle riserve in contanti a 2,9 miliardi di dollari, saprà riprendersi la scena con Blackberry 10, per iPhone 5 potrebbe essere più difficile proseguira la corsa, dopo i quasi 50 milioni di unità venduti nel primo trimestre. Apple potrebbe quindi vedersi costretta ad accelerare il lancio dei prodotti: due nuovi all’anno, e non più uno. Aumentando i costi e lo stress sulla supply chain.

Infine, il colosso di Cupertino è in difficoltà sui mercati emergenti: senza un iPhone mini o low-cost Apple non riesce ad imporsi nei Paesi emergenti, dove LG, Nokia e BlackBerry escono di scena dalla Top five, superate da Huawei al terzo posto, Sony al quarto infine da ZTE al quinto posto. Ma se Nokia è in lieve recupero, dopo aver v enduto oltre 14 milioni di Asha, e se RIM deve ancora giocare la carta del Blackberry 10, è Apple in bilico nei mercati dove vince il low-cost. E nonostante gli evidenti miglioramenti in Cina, non sono sufficienti. Apple è a un bivio: deve scegliere fra profittabilità (con iPhone hi-end o anche low-cost) e market share. Sarebbe francamente difficile da spiegare agli analisti che un vendor prefererisce snobbare le “quote di mercato”, nell’era Mobile, dove vincono gli ecosistemi grazie al lavoro degli sviluppatori le cui killer Apps determinano il successo o meno di una piattaforma.

Nel frattempo rimane aperto il capitolo sul lavoro minorile negli impianti dei fornitori di Apple: nel 2012 Apple ha denunciato 106 casi di bambini con meno di 16 anni di età impiegati nelle fabbriche, in violazione delle leggi cinesi. una “piaga” che inficia sull’immagine del brand patinato di Apple.

L’Asia è fra l’altro il tallone d’Achille di Apple: nel 2010 iOS dominava a Singapore, ma StatCounter ha registrato un rapido declino di iOS a Singapore negli ultimi 12 mesi. Da un picco del 72% nel gennaio 2012 fino al crollo sotto il 50% questo mese. Un declino verticale, mentre Android è più che raddoppiato, passando dal 20% al 43% nello stesso arco di tempo. A Hong Kong la flessione è altrettanto evidente: dal 45% di un anno fa al 30% attuale, mente Android detiene i due terzi del mercato smartphone locale. In Asia apple rimane un brand prestigioso ma ha perso l’effetto Cool, a causa dei tanti modelli alla moda e competitivi, secondo Bubble Motion.

Altra incognita è il mercato tablet, dove Android allunga il passo e Windows 8 pone le sue prime basi . Il Nexus 7 a Natale ha perfino superato l’iPad in Giappone. Finché Apple non risponderà a questi interrogativi, posti dalle società d’analisi, continuerà a perdere terreno a Wall Street. Al contrario, se riuscirà ad offrire risposte convincenti su questi tasti (dolenti per Cupertino), Apple potrà riprendere la rotta sulla via della crescita.

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Il mercato smartphone rallenta: come farà Apple?
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Autore: ITespresso
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