F-Secure, il cyber-crime non paga

CyberwarMarketingSicurezza

“Il crimine online non è più un business esente da rischi”, ha illustrato Mikko Hyppönen di F-Secure

Il primi quattro mesi del 2010 hanno fatto registrare un deciso incremento degli arresti e dei procedimenti giudiziari nei confronti della criminalità digitale in diversi Paesi. Lo riporta il rapporto sulla sicurezza di F-Secure relativo alla prima parte dell’anno. “Le aziende che si occupano di sicurezza informatica non sono forze di polizia, ma segnalano costantemente alle autorità il materiale scoperto nel corso delle indagini sul cyber crime”, ha dichiarato Mikko Hyppönen, Responsabile dei Laboratori di Ricerca di F-Secure. “Siamo soddisfatti di vedere che il nostro contributo sia utile alle autorità giudiziarie e speriamo che i recenti arresti e le condanne rappresentino un reale segnale di cambiamento nel modo di affrontare il crimine online”.

Nato come hobby, intorno al 2003 il malware è diventato un vero e proprio business controllato da criminali e capace di generare enormi profitti. Tuttavia, la trasformazione del malware da  “passatempo” online in attività criminale per diversi anni non ha portato all’arresto degli autori degli attacchi. Nei rari casi in cui queste persone sono state fermate e processate, le sentenze non sono state quasi mai di condanna.

Lo scorso marzo la condanna esemplare a 20 anni di carcere di Alfredo Gonzales, a capo di una banda di criminali informatici colpevole di essersi impossessata dei dati di decine di milioni di carte di credito dalla catena di grandi magazzini americana TJ Maxx e da altri punti vendita negli Stati Uniti. Si tratta della sentenza più dura mai pronunciata per un caso di crimine informatico. Gonzales e i membri della sua banda si sono infiltrati nei sistemi di autenticazione dei registri di cassa dei rivenditori attraverso una connessione wi-fi. E’ stato necessario ristampare milioni di carte di credito.

Tra gli altri casi notevoli del 2010, la condanna a 5 anni di carcere da scontare nel Regno Unito a carico di Renu Subramaniam, alias JiLsi, uno dei criminali informatici del forum di hacker DarkMarket. In Estonia, l’autore della famiglia di virus Allaple, Artur Boiko,  è stato condannato a 2 anni e 7 mesi.

Oltre 70 membri di una banda di criminali informatici dediti al phishing, sono stati arrestati in Romania grazie alla collaborazione con le autorità russe. Considerando che la Russia è sempre stata vista come il paradiso dei cyber criminali, i recenti sviluppi appaiono particolarmente incoraggianti.

Il crimine online non è più un business esente da rischi”, ha aggiunto Hyppönen. “La cattura da parte delle forze dell’ordine è solo una questione di tempo e speriamo che le notizie di arresti e condanne divengano sempre più comuni”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore