Facciamo il punto su Html 5

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Per Apple e Facebook Html 5 è lo standard Web emergente. W3C frena l’adozione, i gruppi a favore della Privacy ne temono alcune implicazioni. Pro e contro di Html5

Il W3C ha detto che l’Html5 è ancora immaturo per l’adozione di massa. Apple lo ha già preferito a Flash su iPhone e iPad, mandando a picco il titolo di Adobe. Anche Facebook considera Html 5 lo standard Web emergente, destinato a un avvenire luminoso: anzi il sito di social network, con oltre 500 milioni di utenti attivi, spiega come già utilizza Html 5.

L’HTML5 è insomma sulla bocca di tutti e crea grande eccitazione nel mondo del Web. Il nostro Blog Scacco al Web ci informa che, nonostante le roventi polemiche sui pro e contro dell’Html5, la sua ora sia già scoccata: “Google Code Search è uno dei tanti esperimenti di laboratorio di Google sviluppato per ricercare stringhe di codice di programmazione all’interno di un vasto bacino di codice di programmazione per il Web: ebbene ricercando la stringa che identifica l’implementazione dell’html5 rispetto alla più generica stringa sempre di tipo doctype sembra che circa il 10% di smanettoni di codice per il Web abbiano preso in considerazione l’html5“.

Ma quali sono i pro e contro dell’Html5? Scrive The Inquirer: “Piano piano, l’HTML versione 5 arriva alle spalle dei sistemi di chat, di videofonia, delle superpiattaforme di gaming, e li sorprende tutti con la possibilità di gestire immagini (Canvas) e audio (esperimenti con Firefox, manipolazione in realtime di samples) direttamente attraverso JavaScript, prefigurando un ritorno alla centralità del client.”

Nell’altalena client-server, si ritorna al client. “Con HTML5 si respira aria nuova, il client e le connessioni paritetiche tornano al centro della scena, tutti editors e tutti producers, audio e immagini gestibili direttamente attraverso la semplice connessione web; non una singola azienda o un mero standard industriale, bensì una vastissima comunità e il suo linguaggio di interscambio” continua The Inquirer.

Ma il ritorno all’Html, anche se in versione 5, all’esperanto che da venti anni permette l’esistenza stessa della rete, non è da tutti visto come salutare. Scriveva ieri Carlo Formenti su Il Corriere della Sera a proposito del “caso Html5”: “L’Html 5 infilerà nei nostri hard disk una quantità impressionante di dati”, ben oltre i vecchi cookies. Per leggere i contenuti multimediali, finisce la “dittatura dei software proprietari” (come Flash o Silverlight), ma tutti i browser potranno guardare i video in modo automatico. Tutto bene, semplice e gratis? Forse no.

Continua Formenti spiegando che i cookies erano “fastidiosi”, ma “banali” (memorizzavano password per non doverle ridigitare ogni volta) e soprattutto potevano essere cancellati se sospetti. Invece Html 5 contiene un lato più oscuro:consentirà, a chi ne avrà i mezzi e l’intenzione, di acquisire la nostra posizione geografica, le nostre foto, i testi (…), le nostre mail e altri dati ‘sensibili‘”: il tutto senza poterla eliminare. Se le associazioni per la privacy temono la “rivoluzione Html5”, qualche motivo l’avranno: quando si smussano troppo gli angoli, come succede con certe tecnologie, c’è sotto qualcosa.

Html 5 vs. Adobe Flash
Html 5 vs. Adobe Flash
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