Faccio tutto da solo

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Stampante, scanner, copiatrice e fax in un unico dispositivo. L’ideale per l’ufficio? Non solo, perché ora il multifunzione è anche fotografico, per andare incontro alle nuove esigenze espresse dal settore domestico, divenuto la destinazione ideale di queste macchine

Fino a un paio d’anni fa, i multifunzione non se li filava nessuno. Oggi, a vedere le statistiche di vendita, sono avviati a sostituire la stampante come periferica più comune accanto al Pc. Tanto è vero che le vendite di stampanti “tradizionali” sono in netto calo, e l’unica categoria che tiene il passo è quella delle stampantine fotografiche per il formato 10×15. Cosa è cambiato, in questi pochi mesi? Molte cose. Non le esigenze degli utenti, naturalmente, che sono sempre le stesse: trasferire, scandire e stampare foto e documenti a costi accettabili e con modalità operative semplici; fotocopiare a colori senza rovinarsi economicamente; spedire fax. Ciò che è cambiato di più, è il multifunzione stesso. Solo qualche anno fa era visto come soluzione di ripiego, da usare quando c’erano esigenze di risparmio sui costi di acquisto o di spazio limitato, in particolare per la fascia dei piccoli uffici o dei professionisti che lavoravano da casa. Di conseguenza, i produttori proponevano macchine mal progettate assemblando meccaniche di stampa scadenti e scanner lenti e rumorosi. Fra queste macchine e un moderno multifunzione c’è un vero abisso di prestazioni, ergonomia e qualità. I produttori hanno infatti capito che la destinazione ideale di queste macchine non è il segmento “office”, dove generalmente si preferisce disporre di apparecchi separati – se non altro per non ritrovarsi di colpo nel Medioevo se solo si rompe il cavo di alimentazione, bloccando all’unisono stampante/copiatrice/fax/scanner. L’ambiente operativo ideale del multifunzione è quello domestico. Ma per conquistare questo mercato, serviva un approccio diverso: gli utenti domestici sono abituati a stampanti e scanner di qualità, perché li usano per trattare principalmente fotografie e grafica più che documenti di testo. Inoltre, hanno esigenze più specifiche, come la stampa diretta dalle proprie fotocamere digitali, o il trasferimento del contenuto delle schedine di memoria al Pc. Aggiungiamo poi che, generalmente, l’utente domestico odia la complessità operativa, e vuole periferiche facili da gestire. Infine, il tutto non deve costare una fortuna, soprattutto in termini di cartucce di ricambio, visto che generalmente non c’è un “cliente” su cui scaricare i costi. Per andare incontro a queste esigenze è nata una nuova generazione di multifunzione. Si tratta di periferiche costruite di solito intorno a meccaniche di stampa a getto d’inchiostro di buona qualità, compatibili con la stampa fotografica, dotate di uno scanner ad alta risoluzione (in alcuni casi con lettore di pellicole integrato) e spesso di funzioni accessorie come porte Usb PictBridge e lettori di schede di memoria Flash. Infine, un gran lavoro è stato fatto sull’ergonomia degli apparecchi, ora quasi sempre dotati di un piccolo display frontale da cui gestire le varie funzionalità pure a computer spento. Anche i corredi software forniti si sono evoluti, diventando mano a mano più completi. Oltre ai soliti driver e utility del dispositivo, infatti, i produttori tendono a fornire sempre più spesso tutti i programmi necessari al suo utilizzo: software per catalogare le immagini, per il fotoritocco, per la scansione con riconoscimento del testo, per l’invio di fax e così via. Le dimensioni di questi corredi arrivano ormai a valori inusitati: il multifunzione Hp, per esempio, viene fornito con oltre 1 Gbyte di software, ma anche gli altri produttori non scherzano.

Autore: ITespresso
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