Facebook apre agli eredi digitali

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Facebook apre agli eredi digitali dei profili sul social network
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Facebook permetterà agli utenti di nominare gli eredi dei profili sul social network. L’eredità digitale è al centro del dibattito pubblico

In gioco con l’eredità digitale ci sarebbe una cifra consistente pari a 35 mila dollari. Ma non è solo una questione economica, bensì qualcosa di più. E Facebook, il social network con 1,35 miliardi di utenti, permetterà all’erede di gestire la pagina del defunto. Del resto, su Facebook ci sarebbero almeno tre milioni di account di persone decedute. Il social network di Menlo Park lancia “Legacy contact.”, per definire chi gestirà il nostro profilo dopo il nostro addio alla vita terrena. L’account in eredità è una novità attesa, perché il tema dell’eredità digitale è sempre più dibattuto fra i notai.

L’eredità digitale vale 35 mila dollari, e diventa un caso per i notai, non più solo impegnati a gestire l’eredità di beni materiali, azioni e depositi bancari. Oggi un padre desidera lasciare ai figli non solo la casa, ma anche la sua libreria di brani musicali e video, dopo che, nell’era della musica liquida, i file mp3 hanno preso il posto di Cd, Dvd e vecchi vinili. Ma per sapere dove vanno a finire le nostre informazioni dopo la morte, serve un dibattito: anche perché non si tratta solo di account Twitter o profili Facebook, ma in gioco, secondo un sondaggio di McAfee (svolto nel luglio 2014), è un’eredità digitale del valore di 35 mila dollari. A tanto ammontano i patrimoni online e i beni virtuali archiviati in dispositivi digitali, di storage o sul cloud. Ricordi personali, foto e video digitali valgono 17.065 dollari. A chi lasciarli è tema da affrontare per i Notai, per mettere a punto un protocollo per gestire il testamento digitale.

Facebook apre agli eredi digitali dei profili sul social network
Facebook apre agli eredi digitali dei profili sul social network

Gli eredi dei patrimoni online dovranno seguire i termini di servizio delle società statunitensi. Dopo l’opzione introdotta da Google per gli Inactive Account Manager, ora scende in campo Facebook.

Il “successore” potrebbe aggiornare il profilo con orari sul funerale, foto e copertine, rispondere a richieste di amicizia post-mortem e scaricare l’archivio di post e foto di amici e familiari: il profilo potrebbe essere rinominato con un “Remembering”, “In ricordo di” prima del nome. Ma all’esecutore testamentario non sarà possibile leggere i messaggi privati, effettuare il log in a nome di altri o cambiare i setting configurati in precedenza.

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Autore: ITespresso
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