Facebook apre ai minori di 13 anni, ma un adulto su tre si annoia

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Mentre Facebook crolla sotto i 26 dollari, un sondaggio-choc di Reuters e Ipsos sfata il mito d’invicibilità del social network di Mark Zuckerberg. Un adulto su tre negli USA trascorre meno tempo su Facebook

Facebook, dopo l’IPO da oltre 100 miliardi dollari, cala ancora del 3.8% a 25.87 dollari, il 32% sotto i 38 dollari della quotazione del giorno dello sbarco a Wall Street. Visto che l’IPO di Facebook sta provocando una fuga delle start-up dalla Borsa,  il Nasdaq sta pensando di rimborsare gli investitori di Facebook  per le perdite causate dai ritardi tecnici che accompagnarono la controversa IPO, lo scorso 18 maggio.Lo riporta il Wall Street Journal.

Nel frattempo Facebook sta esplorando la modalità per consentire ai bambini sotto i 13 anni di entrare nel social network, oggi maggiormente protetti dalla normativa per la tutela della privacy. Ancora Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, non ha preso una decisione finale, visto che i dati deglòi ultra-minorenni on dovrebbero essere visibili, e ricadono sotto l’ombrello protettivo del Children’s Online Privacy Protection Act, datato 1998. Se Facebook aprirà ai minori di 13 anni, non potrà accontentarsi dell’ok dei genitori, ma dovrà costruire un sistema-privacy ad hoc.

Ma i “guai” di Facebook non finiscono qui. Se Facebook apre ai minori di 13 anni – dicono i detrattorii-  forse è perché perde un adulto su tre: il 34% degli utenti di Facebook trascorre meno tempo sul sito, giudicato “noioso, non rilevante e inutile” secondo un sondaggio di sei mesi fa di Reuters e Ipsos.

Solo il 20% afferma di passare più tempo sul social network da 900 milioni di utenti, mentre la metà vi trascorre lo stesso tempo. Ma Ipsos osserva che ben il 21% degli americani intervistati afferma di non avere un account su Facebook. Il 40% degli intervistati usa Facebook tutti i giorni, e i più attivi sono gli utenti appartenentio alla fascia d’età 18-34 anni: il 60% si collega ogni giorno, mentre fra i 55enni, solo il 29% si connette su base quotidiana. L’80% non ha mai acquistato un prodotto o servizio suggerito dalle ads o dai commenti. Questi risultati choc hanno stupito anche la società di analisi Gartner, secondo la quale il passa-parola su Facebook in genere funzione e ha un “peso” sulle decisioni degli acquirenti.

Dopo l’addio di GM alla pubblicità su Facebook, per il social network è iniziato un periodo in salita. Dovrà presto trov are il modo per aumentare i ricavi, oggi a quota 3.7 miliardi di dollari. La Borsa non dorme mai, come ha già imparato il social network di Menlo Park, dopo il flop della chiacchierata IPO.

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Facebook, il grande flop
<p>Facebook, il grande flop</p>
Autore: ITespresso
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