Facebook: difficile una regolamentazione

Autorità e normativeSorveglianza

Anche il social network più famoso è costretto a fare i conti con i problemi di una seria regolamentazione di carattere giuridico

Ormai e’ piena polemica sul comportamento contraddittorio degli amministratori di Facebook che da un lato si contraddistinguono per atteggiamenti estremamente rigidi come la recente rimozione delle foto di donne che allattano al seno giudicata scandalosa e dall’altro non prendono nessun provvedimento nei confronti di chi inneggia su Facebook a capomafia come Toto’ Riina o Bernardo Provenzano.

In realta’ il vero problema e’ un po’ piu’ profondo e sta nelle reali caratteristiche della rete che sono ben rappresentate da Facebook il social network piu’ famoso.

In effetti tutto e’ andato bene fin quando i responsabili di Facebook non sono intervenuti per censurare immagini o gruppi considerati contrari alla morale pubblica o comunque a valori riconosciuti di primaria importanza. In questo modo, pero’, hanno inserito un elemento di parzialita’, poiche’ hanno comunque fatto delle valutazioni di carattere soggettivo non da tutti condivise e difatti sono scoppiate polemiche.

La questione e’ semplice o su Facebook deve essere consentito tutto in quanto terreno di massima espressione della propria liberta’ di manifestazione del pensiero oppure se vogliamo effettuare dei controlli e’ necessario che il social network sia seriamente regolamentato ponendo dei paletti bene precisi e stabilendo a priori cio’ che puo’ essere fatto e cio’ che e’ vietato. Impresa quest’ ultima titanica perche’ come e’ noto ogni paese ha le sue regole e cio’ che e’ reato in alcuni paesi puo’ non esserlo in altri, quindi facilmente si puo ‘ incorrere in decisioni impopolari e comunque discutibili.

Un bivio, quindi, difficile quello che si presenta di fronte agli amministratori del social network che devono fare i conti anche con il periodo non felicissimo dal punto di vista economico e sulle entrate non eccezionali che Facebook sta ottenendo

a dispetto del numero enorme di utenti.

Del resto i segnali di una svolta moralizzatrice del web 2.0 gia’ erano venuti da YouTube e si faranno sentire anche nei confronti di altre applicazioni, ma sono il frutto di iniziative piuttosto confuse e frammentarie degli amministratori che comprendendo la necessita’ di porre comunque dei limiti alle attivita’ dei social network si avventurano in iniziative discutibili perche’ appunto “improvvisate” e non conseguenza di un serio piano di regolamentazione.

In questo modo otterranno solo il risultato di perdere quella popolarita’ forse acquisita troppo facilmente

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Autore: ITespresso
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