Facebook è a un bivio? Luci ed ombre dell’ascesa inarrestabile del social network

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L’OpenBook mostra le carenze, lato privacy, del social network Facebook. Il sito è a un bivio per non perdere la fidelizzazione degli utenti

Il social network Facebook, forte di 400 milioni di dollari di utenti, oscilla fra due poli: da un lato sembra un fenomeno inarrestabile, dai numeri da capogiro, che macina risultati e polverizza record come quasi mai nessuno prima; dall’altro lato, pare sotto assedio per via del suo storico tallone d’Achille: la privacy. Facebook è dunque a un bivio? Rischia di fare la fine del mondo virtuale di LindenLab, sgonfiatosi nel giro di poche stagioni? Forse no, ma in vista della probabile Ipo (la quotazione a Wall Street) attesa nel 2011, Facebook va guardato con molta attenzione: perché il social network imparerà a monetizzare il successo, ma lungo questa strada potrebbe perdere l’anima (e gli utenti).

Ecco le luci ed ombre dell’ascesa irresistibile del social network. Facebook ha superato Google (secondo Hitwise lo scorso 13 marzo Facebook deteneva il 7.07% delle visite Web, mentre Google doveva accontentarsi del 7.03%) e Yahoo! (nel display advertising); “Mi piaci” su Facebook ha contato un miliardo di click in 24 ore. Ma Facebook rischia di perdere alcuni pezzi: il divorzio da Farmville (il social gaming conta 83 milioni di utenti) è un campanello d’allarme; inoltre è nato il gruppo “Quit Facebook Day”, che vorrebbe abbandonare Facebook il 31 maggio.

Tre ingegneri statunitensi hanno poi creato OpenBook, per denunciare carenze e lati oscuri, lato privacy, sempre di Facebook. Basta digitare una o più parole, ed ecco i post spediti negli ultimi giorni con le keyword. Messaggi appartenenti al social network, ma che ora tutti possono leggere sul Web: amici, non amici e… nemici. Il sito scava nelle informazioni rese pubbliche da Facebook mediante le applicazioni che aprono la comunità al resto di Internet. Una gaffe clamorosa.

A irritare gli utenti di Facebook sono le recenti modifiche alla policy della privacy: il menu di 50 setting con più di 170 opzioni è davvero labirintico, per non parlare della complessità di una policy della privacy che contiene 1200 parole in più rispetto alla Costituzione americana, come ha già osservato, sarcastico, il New York Times. La lettera dei senatori Usa contro Facebook è eloquente dell’aria che tira.

Facebook prepara un summit per fare il punto sulla privacy: ma ancora non potrebbe bastare per placare l’ira degli utenti, il cui diritto alla riservatezza è messo in discussione dalle manovre del social network sulla via della profittabilità. E poi è tuttora irrisolta la querelle dei social network no risk: i rischi per gli utenti sono tanti e mai appianati. Dallo studio in Consumer Reports emerge che la privacy online è la vera Cenerentola dei social network, Facebook in testa.

Il momento dei social network è innegabile: lo dimostrano anche i 2 miliardi di video al giorno visti su YouTube, il sito di video sharing. Ma la crescita esponenziale di Facebook potrebbe arenarsi sulla via della Privacy, se il sito non saprà scegliere bene quale strada intraprendere, coniugando monetizzazione rispetto della riservatezza dei suoi 400 milioni di utenti.

Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook
Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook
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