Facebook e bambini Down, è l’ora della Legge

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Il gruppo su Facebook intitolato “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down” suscita indignazione. Denunciato e oscurato il gruppo del social network. L’intervento del Garante Privacy

I social network sono lo specchio della società: come già successo con il terribile video delle molestie contro un ragazzo autistico su Google Video, che ha portato Google in tribunale in Italia, anche oggi suscita scandalo, orrore e indignazione scoprire che su Facebook esiste un gruppo intitolato “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down“.

In una società, sempre più arida e poco ospitale verso la disabilità, in una Rete che è ancora lontana dall’e-inclusion (che si dimentica dell’accessibilità Web per rendere Internet fruibile da chiunque, disabili compresi), il gruppo su Facebook è stato denunciato da Franco Bomprezzi, conduttore del Forum “Ditelo a noi” del sito delCorriere della Sera.

La responsabilità penale è personale: chi ha creato il gruppo, e anche chi ha aderito, dovrà rispondere delle proprie azioni online (che sono tanto virtuali quanto reali). Ma ci auguriamo che le pene inflitte siano “sociali”: far lavorare per un periodo i ragazzi, responsabili del gruppo su Facebook, a contatto con i bambini Down, insegnare loro i principi e le pratiche dell’inclusione sociale e dell’e-inclusion online, sarebbe molto più utile che applicare semplicimente il codice penale.

Update ore 18:21: Il Garante Privacy è intervenuto: ha chiesto l’oscuramento, oltre che del sito, anche della foto del bambino Down “oggetto dello sfregio”. “La foto, al di la’ della concreta possibilita’ di consentire l’identificazione del neonato, e’ in se’ lesiva della dignita’ della persona“.

Autore: ITespresso
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