Facebook e la privacy in ufficio nell’era dei social media

Autorità e normativeMarketingSicurezzaSorveglianza
La privacy su Facebook: al via il Referendum

Gli avvocati di Facebook sconsigliano ai dipendenti di dare la propria password al capo in ufficio. Gli stati di Washington e California stanno valutando contromosse legislative per difendere il diritto alla privacy degli impiegati

Per chi cerca lavoro, avere un profilo su Facebook può diventare una fonte di problemi: i “cacciatori di teste” stanno a mettendo i profili al microscopio, alla ricerca di immagini private imbarazzanti, per scartare un candidato rispetto ad un altro. Ma anche per chi ha già un lavoro, negli USA (dove non esiste una normativa sulla privacy alla stregua di quella UE), Facebook può essere un grattacapo: alcune aziende chiederebbero ai propri dipendenti la password dei profili personali, invadendo la loro privacy. Nell’era dei social network non c’è più discrimine fra on e offline, non c’è più separazione fra vita professionale e vita privata? Per questo motivo lo Chief Privacy Officer di Facebook, Erin Egan, scende in campo: bisogna fare chiarezza perché “essere licenziati a causa di Facebook” sarebbe gravissimo, e metterebbe a rischio la fidelizzazione degli utenti nei confronti dei Social media.

Il social network da 850 milioni di utenti potrebbe “dare il via ad azioni legali” contro chi chiede le password di Facebook. Inoltre i legislatori statunitensi potrebbero introdurre normative più stringenti per proibire alle aziende una pratica così invasiva. Secondo l’ACLU, l’accesso all’account privato deve rimanere tale.

Nel proprio profilo di Facebook gli utenti forniscono dettagli intimi come l’orientamento sessuale, religioso e gli account di social media che potrebbero dare queste informazioni sensibili. Secondo Reuters, gli stati di Washington e California, ma anche in Illinois e Maryland (fonte: Associated Press), stanno valutando contromosse legislative per difendere il diritto alla privacy degli impiegati, affinché i loro datori di lavoro non arrivino a chiedere informazioni così confidenziali. Un conto è avere legittime aspettative sulle performance dei propri dipendenti, un altro violare la loro privacy. Ottenere l’accesso ai profili dei dipendenti è inappropriato da ogni punto di vista.

La privacy dei dipendenti su Facebook
A rischio la privacy dei dipendenti su Facebook
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore