Facebook non tutela i dati personali

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Una trasmissione della BBC “Click” ha messo alla prova la sicurezza del noto servizio di social network Facebook. Risultato? E’ facile raccogliere dati personali in quantità

Facebook ha infatti permesso ai ricercatori di creare un account con false credenziali e poi di scrivere un widget per raccogliere nomi, cognomi, date di nascita, indirizzi e impiego di tutti i nuovi amici e degli amici degli amici. Tutti i dettagli sono stati raccolti sotto forma di liste facilmente usabili per altri scopi. I dati sono stati sottratti nel modo più semplice: installando una piccola applicazione per l’invio delle informazioni.

Pur essendo nulla rispetto ai dati personali che la scorsa settimana sono stati pubblicati dal sito dell’Agenzia delle Entrate, queste informazioni possono essere utili a chi usa identità fasulle per commettere reati o comunque per ottenere più facilmente altri dati, come numeri di carta di credito o del conto in banca. Il video della BBC spiega che Facebook dichiara di controllare l’uso di questo genere di applicazioni sul proprio sito, ma lo fa nel quadro di condizioni generali molto vaghe.

In pratica Facebook non dà alcuna caccia ai ladri d’identità e nemmeno alle applicazioni che lo permettono. Non si preoccupa degli utenti, ma solo di chi viola le condizioni del sito. Al massimo provvede a eliminare le applicazioni sospette. Nascondere applicazioni di raccolta dei dati camuffandole da gioco a quiz è relativamente facile, e a prima vista difficile difficile da scoprire sia per l’utilizzatore sia per Facebook

Il servizio della BBC ha quindi concluso che le procedure standard di sicurezza di Facebook non sono sufficienti per la protezione dei dati personali e dei contatti registrati dagli utenti.

Per approfondimenti: BBC-Click

Fonte: The Inquirer.it

Autore: ITespresso
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