Facebook nuovo strumento di contagio

CyberwarSicurezza

Il social networking rappresenta uno dei canali più utilizzati per la propagazione di malware

C’è un nuovo tipo di malware emergente, ed è quello mirato a colpire la comunità di utenti d i Facebook. Già molteplici report confermano l’apparizione di svariati codici maligni diffusi attraverso Facebook e tutto porta a pensare che altri ne seguiranno a breve.

Per gli attacchi vengono usate diverse tecniche. Una potrebbe essere quella di ricorrere al phishing per acquisire nomi e password degli utenti stessi, ciò accade anche attraverso l’utilizzo fraudolento di un solo utente Facebook.

Una variante emersa negli ultimi tempi consiste, invece, nell’acquisizione fraudolenta degli indirizzi degli utenti Facebook attraverso l’uso dei cookies, per poi utilizzarli per la spedizione di messaggi da/a presunti amici dell’utente. Tali messaggi possono contenere link che abilitano la diffusione di codice maligno: cliccando sul link, è anche possibile che vengano installati altri tipi di malware in grado di eseguire azioni illecite di vario tipo. Un esempio può essere rappresentato da un link con un filmato che (si suppone) richieda un aggiornamento di Flash per essere visto. Quando l’utente accetta di eseguire l’update, viene in realtà infettato da codice maligno.

Ogni volta che la comunità Internet adotta un nuovo modo di comunicare, questo nuovo canale diventa un potenziale nuovo strumento sfruttabile per azioni di pirateria informatica. “Questi esempi fanno riferimento a tecniche in realtà molto comuni in altri strumenti di comunicazione come ad esempio la posta elettronica. La vera novità è che ora Facebook è diventato la piattaforma per eccellenza tramite la quale diffondere qualsiasi cosa in modo molto facile e veloce”sostiene Walter Brambilla, country manager di Norman Italia.

I messaggi di posta elettronica sono stati per anni il principale veicolo per il malware. Successivamente, una buona parte di questi, hanno lasciato il posto a siti web infetti sui quali vengono ri-diretti gli utenti più inesperti, attraverso proposte allettanti che incuriosiscono e fanno da esca.

Brambilla commenta: “In generale, sembra che il livello di attenzione degli utenti Internet si abbassi considerevolmente ogni volta che viene usato un nuovo strumento. L’istinto di prestare attenzione ad ogni email sospetta che riceviamo non scatta automaticamente quando si usano strumenti quali Facebook. E questo si traduce in maggiore vulnerabilità”.

Autore: ITespresso
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