Facebook patteggia sulla privacy

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Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook

Federal Trade Commission (Ftc) ha reso ufficiale l’accordo fra Facebook e la commissione. Intanto a fare luce sulle pratiche del social network da oltre 800 milioni di utenti, sarà l’Irlanda

Facebook ha firmato un patteggiamento con Federal Trade Commission (Ftc). Il comunicato ufficiale parla di cambiamento di approccio: il meccanismo dell’Opt-out verrà sostituito con il meccanismo dell’Opt-in. Facebook dovrà chiedere il consenso agli utenti ogni volta che vengono apportate modifiche alle impostazioni sulla privacy. Il social network con oltre 800 milioni di utenti dovrà anche essere ascoltato, ciclicamente, in audizioni sulla privacy fino al 2032.

Nonostante il mea culpa di Mark Zuckerberg, Ceo e fondatore di Facebook, l’Electronic Privacy Information Center (EPIC) ritiene che l’azione di FTC non cambi di fatto nulla: è un patteggiamento inefficace perché non è riuscito ad obbligare il sito a ripristinare gli originari setting in tema di condivisione dei dati personali.

Mark Zuckerberg, tornato ad Harvard per una conferenza, ha detto che sulla privacy (storico tallone d’Achille del social network) Facebook si comporta meglio di altre aziende che gestiscono spot mirati: “Le persone mettono talmente tanti dati e informazioni sul sito, che lo staff di Facebook deve spiegare come vengono trattati i dati: la strada è una maggiore trasparenza. La fiducia degli utenti è “sacra“, perché gli utenti sono il tesoro più prezioso di un social network. La quantità di contenuti che gli utenti condividono su Facebook raddoppia di anno in anno, e ciò avverrà per molti anni ancora. “Se proiettate le stime in 10 anni, ogni utente condividerà circa 1.000 volte più al giorno di quanto facciano oggi, e due alla decima fa 1024“.

Ma se Facebook patteggia in Usa, non chiude il contenzioso a Dublino, dove il Garante Privacy irlandese, l’Irish Data Protection Commissioner (IDC), vuole capire come opera Facebook, se il sito viola le normative irlandesi sulla privacy. Facebook è accusato di realizzare “profili ombra” anche di chi non è registrato a Facebook. Se fossero confermate le denunce dello studente austriaco 24enne Max Schrems si tratterebbe di una delle più gravi violazioni di massa della privacy, perché l’accusa parla di raccolta di informazioni cancellate sul profiloe perfino di indirizzi di posta elettronica mai utilizzati sul social network. I presunti account ombra conterrebbero informazioni sensibili (come orientamento politico, sessuale, religioso, ma anche nomi e cognomi, indirizzi di posta, numeri di telefono) ricavate senza nessuna autorizzazione e dati estrapolati dai vari profili. Dalla sincronizzazione mobile e dai fornitori di servizi di posta e dai servizi di messaggistica istantanea, Facebook sarebbe in grado di importare dati creando account ombra.

Secondo Business Insider, Facebook respinge le accuse, dicendo di non creare affatto profitti ombra ma di limitarsi ad avvisare i profili attivati delle avvenute registrazioni. Recentemente un hacker ha poi denunciato la modifica dei cookies per tracciare gli utenti fuori da Facebook. Ma le  22 violazioni della normativa europea sulla privacy potrebbero costare una multa da 100 mila dollari. Una piccola cifra per un social network da 2 miliardi di dollari di fatturato.

Facebook punta a quotarsi in Borsa nel 2012: con un’Ipo da 100 miliardi di dollari a Wall Street.

Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook
Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook
Autore: ITespresso
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