Facebook, via le foto dei minori senza l’accordo di entrambi i genitori

Autorità e normativeMarketingSocial media
Facebook raddoppia gli utili, grazie al Mobile

La pubblicazione delle foto dei figli su Facebook può avvenire solo con il consenso di entrambi i genitori, lo ha stabilito un Tribunale di Mantova. Un dibattito importante

Un genitore pubblica le foto dei figli su Facebook ma l’altro non è d’accordo. A Mantova in questo caso il giudice Mauro Bernardi non ha avuto dubbi (il fatto risale al 19 settembre) e ha ordinato la rimozione delle foto che erano già in rete e la non pubblicazione futura se non con l’accordo. il Tirbunale in questo caso ha ritenuto che la pubblicazione delle foto dei figli minori integri violazione dell’art. 10 c.c. (consenso dell’avente diritto) e degli artt. 4,7,8 e 145 del Dlgs 196/2003 (riservatezza dei dati personali) ma anche quanto stabilito dalla Convenzione di New York del 1989 ratificata in Italia nel 1991.

Il tema in verità non è per nulla nuovo, ma è decisamente importante. Si è già dibattuto nel tempo sulla questione. Solo due anni fa un importante contributo di un magistrato sul quotidiano La Repubblica aveva svelato tutti i rischi del caso. E sul tema non mancano le statistiche che portano a un’immediata riflessione. Per esempio è giusto che un bambino si ritrovi già all’età di cinque anni con oltre 1500 foto pubblicate in rete che lo riguardano, diffuse dai suoi genitori (statistica relativa al Regno Unito, ma in ogni caso allarmante)?

Un ragazzo su 2 si è iscritto a un social network prima dell'età consentita
Telefono Azzurro nel 2016: Un ragazzo su 2 si è iscritto a un social network prima dell’età consentita

Quali e quanti sono poi i rischi legati alla malsana consuetudine dei genitori di lasciare falsificare la data di nascita ai figli pur di consentire loro la creazione del profilo tanto agognato e la conseguente pubblicazione in autonomia di tutto quello che si vuole?
Due temi distinti ma in un certo senso collegati. L’unico criterio che rimane alla base dovrebbe essere la tutela del minore.

Per i giornalisti c’è una serie di carte deontologiche che interviene in aiuto sulla questione e non ci dovrebbero essere dubbi di sorta, ma Facebook in un certo senso e come altri social media condivide non poche caratteristiche tipiche degli organi di stampa per cui la qualifica “a mezzo stampa” calza a pennello e la prudenza anche in questo caso dovrebbe essere ai massimi livelli.

Sui social in pratica il rischio di “marchiare” in parte anche il futuro dei figli con la pubblicazione di foto che possono essere poi riutilizzate, manomesse e sfruttate per scopi non legittimi è davvero altissimo. E allo stesso tempo non mancano comunque gli strumenti per valorizzare le qualità dei bambini e dei ragazzi con una condivisione dei contenuti ristretta quanto basta e quanto serve.

Facebook non ha nulla di intrinsecamente negativo, può costituire anche per i ragazzi un’occasione di promozione, anche tramite una fotografia, ma conoscere bene lo strumento, prima di utilizzarlo, è di rigore. E la sentenza di Mantova è giusto che rappresenti un momento di riflessione per i genitori. 

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore