Fantascienza: 5 cose da sapere sul 5G, aspettando il 4G

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La connessione 5G arriverà in Cina già nel 2018
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Mentre l’Europa e l’Italia faticano ad adeguarsi agli standard del 4G, la Cina e la Corea del Sud pensano già al 5G. Ma cos’è? Ecco quello che c’è da sapere

Oggi parliamo di fantascienza. No, non è uno scherzo, purtroppo. Perché mentre il Vecchio Continente e in particolare l’Italia stanno ancora cercando di capire come diffondere il 4G, ovvero la connessione mobile di quarta generazione, la Cina e la Corea del Sud stanno già pensando al 5G. Fantascienza, appunto, che però nel paese degli involtini primavera e del riso alla cantonese sarà realtà nel 2018. Dove saremo noi a quel punto? La risposta potrebbe non piacerci. In attesa che il progresso lambisca anche il Mediterraneo, comunque, possiamo prepararci per accogliere al meglio la nuova tecnologia. Farsi trovare pronti, è già un vantaggio. Il Wall Street Journal suggerisce cinque, indispensabili cose da sapere sul 5G che, con buona probabilità, non sappiamo ancora. Scopriamole insieme.

1) A che punto è?
Al momento la connessione 5G è ancora più un esperimento che una realtà. Gli standard tecnici potrebbero essere stabiliti durante la World Radio Communications Conference del prossimo anno e poi gli operatori mobili dovranno iniziare ad adeguarsi aggiornando le antenne e i segnali.

2) Cosa cambierà?
La velocità di connessione mobile, naturalmente. Secondo Huawei, che sta investendo centinaia di milioni di dollari nel 5G facendo da pioniera, il nuovo standard di connessione dovrebbe risultare migliaia di volte più veloce sia del 3G che del 4G: dimenticatevi anche la più breve attesa ogni volta che lanciate un’app o cercate un sito (a meno che non dipenda dal vostro dispositivo, ovviamente).

3) Come funziona?
L’efficienza del 5G non ha a che fare con l’allargamento della banda attuale, quanto piuttosto con il rendere più efficiente il segnale radio attuale, migliorando le capacità di trasmissione e ricezione.

4) Chi ne pagherà i costi?
Certo gli operatori del settore dovranno programmare grossi investimenti per adeguarsi alla nuova tecnologia (e qui cominciano i problemi veri), per migliorare le antenne e stendere nuovi cavi di fibra ottica. I provider dovranno quindi cercare nuove forme di guadagno per fare cassa e investire nel 5G. Sarà un lavoro di fantasia, ma prepariamoci anche a qualche rincaro.

5) Quale sarà la sfida maggiore?
Indovinate? Un ruolo non da poco avrà un problema atavico dei dispositivi mobili: l’autonomia della batteria. Con velocità elevate e una grossa mole di dati che viaggiano, le batterie di smartphone e tablet (e chissà cos’altro) saranno messe a dura prova. Ma siamo fiduciosi. Essendo questa una sfida già attuale, ed essendo i produttori impegnato nella ricerca per risolvere il problema, non è difficile immaginare che nei prossimi anni potranno essere sviluppati sistemi di risparmio energetico migliori e batterie più potenti.

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