Fapav contro Telecom Italia, copyright contro privacy

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Fapav afferma di non aver visualizzato né immagazzinato nessun indirizzo IP, ma di essersi limitata a rilevare 2,2 milioni di download illegali e poi di chiedere a Telecom Italia i nomi. Intanto la GdF Desenzano presenta l’operazione “Uncino”: multati anche gli acquirenti

Nel braccio di ferro tra Fapav contro Telecom Italia , prevarrà la tutela del diritto d’autor e o la tutela della privacy ? Il quesito non va sottovalutato, perché Fapav rischia di vincere al Tribunale di Roma: anche se Telecom Italia ha incassato il sostegno del Garante della Privacy (già arbitro del caso Peppermint ), il verdetto non è scontato.

Fapav afferma di non aver visualizzato né immagazzinato nessun indirizzo IP, ma di essersi limitata a rilevare 2,2 milioni di download illegali e poi di chiedere a Telecom Italia i nomi. Fapav afferma di essersi limitata ad utilizzare “servizi pubblici” come WhoIs,senza spiare gli utenti. L’Ip sarebbe stato anonimizzato. L’accusa finora era invece di monitoraggio degli utenti: ma Fapav sta cercando di rivoltare la questione a proprio vantaggio.

Il diritto alla riservatezza degli utenti è stato violato? Fapav nega, toccherà al giudice stabilire la verità. Dei 2,2 milioni casi di download illegale, è emerso che tra i l 57% e il 65% sarebbero indirizzi riconducibili a utenti Telecom Italia.

Intanto, mentre in Tribunale si dibatte, la lotta dell’Anti pirateria avanza: la GdF Desenzano presenta l’operazione “Uncino“. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia ha infatti illustrato l’operazione “Uncino” iniziata nel dicembre del 2007 dai militari di Desenzano sul Garda. Le indagini hanno permesso di individuare e colpire una vasta ed importante rete commerciale di scambio e vendita illegale di materiale protetto da diritto d’autore. I militari, in collaborazione con FPM (Federazione contro la Pitareria Musicale), FAPAV (Federazione Anti Pirateria Audiovisiva), BSA (Business Software Alliance) e AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana) sono riusciti a sgominare un sistema di v endita online di materiale abusivo particolarmente complesso ed articolato, con connessioni mobili difficilmente rintracciabili ed e-mail crittografate. Va sottolineato che per la prima volta in Italia sono stati multati anche gli acquirenti.

Complessivamente sono state circa 23 milioni di euro le sanzioni comminate ai venditor i che sono stati anche denunciati, 38 i clienti multati per l’ acquistato di materiale illegale e 170 mila le opere illecite sequestrate tra cd musicali, dvd, videogiochi e programmi software.

Autore: ITespresso
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