Fattore Internet, l’economia digitale vale il 4% del PIL

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Le aziende più innovative secondo il Boston Consulting Group 2013

L’economia digitale non sente la crisi. Anche l’occupazione è in fase espansiva. L’annuale rapporto Ocse sull’economia legata ad Internet

L’annuale rapporto Ocse fotografa lo stato dell’economia digitale. Le aziende ICT crescono e offrono più lavoro a chi possiede gli skills , il know-how e le competenze indispensabili, ma come afferma Google, chi è online, cresce di più. L’Italia arranca rispetto al resto d’Europa. Ma anche in Italia, nonostante non sia stata ancora varata un’Agenda Digitale, il Fattore Internet rappresenta il 4% del PIL. Nel 2015 59 miliardi saranno generati dalla rete. L’economia digitale non sente la crisi: con un incremento medio del 6% annuo del fatturato tra il 2000 e il 2011, relativamente ai grandi gruppi, su Internet per ora non tramonta il Sole.

La disoccupazione? Non alligna sul Web. Anche l’occupazione è in  fase espansiva, e si aggira su circa 14 milioni di assunzioni in tutto il mondo nel 2011, in crescita del 6% rispetto all’anno prima. Il raddoppio di Amazon.com e Google ha trainato l’occupazione: le prime 250 aziende del mercato ICT negli USA hanno messo a segno una crescita, nel numero degli occupati, del 4% nel 2010 e del 6% nel 2011. Il settore Mobile e wireless stanno spingendo l’economia legata al Web: il Rapporto OCE ha archiviato il 2011, con 667 milioni di connessioni wireless attivate contro 315 milioni di reti fisse. Gli utenti viaggiano più veloci di circa il 30% (2008-2011), mentre le tariffe sono in flessione fra il 3% e il 4%.

Dal rapporto del Boston Consulting Group (BCG, l’economia del mondo Internet rappresenta in media il 4% del Pil con un incremento annua del 21%. Le aziende ICT tagliano i costi, comprano tecnologie e servizi IT. Si stima che le aziende prodcano il 13% (in valore) grazie al web.

Hanno accesso a Internet quasi tutte le aziende in Europa e nell’intera area Ocse, dove il 70% delle famiglie si connette in banda larga. Ovviamente l’Italia arranca nella banda larga, ma si spera che l’Agenda azzeri il divario digitale. L’Agenda Digitale conviene. Nel primo semestre dell’anno, le ricerche online su prodotti italiani (nell’ordine dei più cliccati: moda, automobili, turismo, agroalimentare e arredamento) sono balzate del 13%. E le PMI presenti online hanno messo a segno una crescita media di ricavi dell’1,2 % nell’ultimo triennio, mentre la crisi pesa sulle aziende offline, in pesante declino del 4,5%. L’economia digitale fa bene al business delle imprese e fa crescere il PIL.

Il Fattore Internet vale il 4% del PIL in Italia
Il Fattore Internet vale il 4% del PIL in Italia
Autore: ITespresso
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