Fedora Core 4

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La distribuzione Linux più diffusa, oggi in una nuova versione, più stabile e con tante interessanti novità

ll progetto Fedora, nato come evoluzione di RedHat Linux, ha rilasciato lo scorso giugno la quarta release della propria distribuzione Linux. La nuova release promette il superamento delle limitazioni della precedente versione FC3. Numerose ed interessanti le novità offerte, che includono le versioni più recenti dei principali software che corredano ogni distribuzione che si rispetti. In Fedora Core 4 sono inclusi Gnome 2.10 (con l’interessante nuovo tema ClearLooks) e Kde 3.4, mentre il motore X11 utilizzato è X.org. I principali software di produttività individuale inclusi nella distribuzione sono Firefox 1.0.4, la versione beta di OpenOffice.org 2.0 (1.9.104), Evolution 2.2.2 e Evince, un visualizzatore per i più diffusi formati di documento (Pdf, Postscript, eccetera). Molta attenzione è stata dedicata alla sicurezza del sistema: Fedora 4 è basata su un kernel 2.6.11 dotato delle estensioni SELinux (Security Enhanced Linux, già incluse a partire dalla release FC2), estensioni che riguardano anche ben ottanta nuovi daemon. Sono presenti anche importanti novità per gli sviluppatori: è la prima distribuzione ad essere dotata del Gcc 4, del nuovo compilatore Java Gjc e del nuovo frontend per il Fortran 90/95. Incluso anche il server Tomcat 5 e l’ambiente integrato Eclipse 3.1, per lo sviluppo di applicazioni progettate in Java, C o C++. Molto interessante anche l’inclusione di Xen 2, che consente di far girare altri sistemi operativi sul proprio sistema mediante la creazione di macchine virtuali. Altre interessanti novità per l’utilizzo su server riguardano l’inclusione della versione 5 di Php e il supporto per il Global File System (Gfs), che consente ad un cluster di sistemi Linux di condividere lo stesso file system. Per mantenere l’intera distribuzione su un massimo di quattro Cd, alcuni pacchetti sono stati spostati nei Fedora Extras, mantenendo nei Cd principali solo un pacchetto software per tipo, scegliendo il migliore tra quelli della stessa categoria. Tra i prodotti spostati negli Extras ci sono Xfce, Abiword, Koffice e Exim. Tuttavia è sempre possibile effettuarne l’ installazione, ricorrendo all’utility Yum. Fedora supporta anche i processori Amd64 (Opteron e Athlon64), i processori con tecnologia Intel EM64T (Extended Memory 64 Tecnology) e anche i PowerPC. Su processori a 64 bit occorrono 900 Mbyte per una installazione ridotta all’osso, 2,7 Gbyte per una installazione desktop e 7,5 per una installazione completa. La memoria raccomandata per una installazione dotata di ambiente grafico è di 256 Mbyte per i sistemi a 32 bit e di 512 Mbyte per i sistemi a 64 bit. Con Anaconda si installa un sistema perfettamente funzionante in pochi passi, anche se manca la possibilità di scelta di un file system diverso da Ext2 o Ext3, per esempio ReiserFS. L’impressione d’uso è positiva: l’ambiente desktop, grazie a ClearLooks, è semplice e intuitivo. Buona dotazione di software a corredo, buona compatibilità con l’hardware testato. Limitato il supporto tecnico, fornito dalla community di utenti via mailing list, Irc e Bugzilla (non bisogna dimenticare che non si tratta di una distribuzione commerciale). Qualche dubbio sulla stabilità se utilizzato su server di rete, visto che i software a corredo sono tutti aggiornati alle release più recenti spesso più soggette a bug.

Autore: ITespresso
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