Fibra ottica in Italia, interviene la Ue

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In questi giorni Telecom Italia ha detto no a una rete “in condominio”, ma la Ue ricorda i doveri nelle reti Ngn agli ex monopolisti

Il piano per la banda larga italiana ottiene il supporto dell’Unione europea (Ue). La Ue chiede agli ex monopolisti (quindi anche a Telecom Italia) la libera concorrenza e il libero accesso alle reti Ngn in fibra ottica.

In questi giorni Telecom Italia ha detto no a una rete “in condominio”, mentre l’Ad di Vodafone aveva chiesto l’intervento della Cassa Depositii e presistiti (Cdp).

Il commissario per l’Agenda Digitale, Neelie Kroes, ha ricordato agli altri commissari dell’Unione Europea che l’operatore ex incumbent ha l’obbligo di condividere i propri cavidotti con gli altri operatori. Gli operatori alternativi potranno farvi ingresso con la propria fibra. L’ex monopolista deve inoltre permettere l’accesso anche alla fibra spenta, per mettere in grado i concorrenti di utilizzarla per offrire i servizi a banda ultra larga agli utenti finali.

Anche l’ultimo Cipe non ha sbloccato gli 800 milioni di euro, congelati a causa della crisi, per azzerare il Digitale Divide in Italia.

Ora la palla passa all’AgCom?

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