McAfee fotografa i disconnessi digitali. Cresce online il divario fra genitori e figli

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McAfee fotografa i disconnessi digitale: cresce il gap fra ciò che i figli fanno online e ciò che i genitori sanno @ shutterstock

Tre quarti dei ragazzi europei sono sicuri di sapere come tenere i genitori all’oscuro di ciò che fanno online. La doppia vita (digitale) dei figli nella ricerca di McAfee

L’Unione europea (UE) vuole da anni aiutare a tutelare la sicurezza dei minori online, e lo fa con una serie di iniziative mirate, a partire da Safer Internet day. Secondo la UE, i ragazzi sono sempre più presenza fissa sulle reti sociali: il 38% nella fascia d’età dei 9-12 anni ha già un account su Facebook. Per non contare i teenager, presenti sui social network in massa, nella stragrande maggioranza dei casi. McAfee però teme che si rischia che questa diventi una battaglia persa, se tre quarti dei ragazzi europei sono sicuri di saper come tenere i genitori all’oscuro di ciò che fanno online. Per questo McAfee ha illustrato i disconnessi digitali, visto che il 44,2% dei genitori afferma di essere convinto di essere in possesso degli e-skills per scoprire che cosa il loro bambino sta facendo online; tuttavia solo un quarto dei ragazzi dice di non sapere come celare il proprio comportamento ai propri genitori. Una ricerca europea commissionata da McAfee ha individuato un divario fra ciò che gli adolescenti fanno online e ciò che ne sanno i loro genitori. La doppia vita (digitale) dei figli è il fil rouge della ricerca di McAfee, secondo la quale, in tutta Europa, molti ragazzi accedono a contenuti sul Web non appropriati, sebbene i genitori ripongano grande fiducia in loro. Anche se online navigano su siti a rischio, quasi i tre quarti (71,2%) degli adolescenti e anche di più in Italia (76.5%) godono della fiducia dei propri genitori a proposito di ciò che fanno durante la navigazione sul web. Ma, ciò nonostante, sfiora il terzo la percentuale dei genitori europei (31,8%) – e il 44% di quelli italiani – che si dichiara convinto che il proprio figlio adolescente sia completamente trasparente in merito a ciò che fa su internet. Ben il 63,6% dei genitori esprime fiducia nel fatto che il figlio non abbia accesso a contenuti non appropriati. Tuttavia, questo gap si profila come una disconnessione digitale tra figli e genitorifa sì che molti adolescenti scivolino su attività discutibili, pericolose e addirittura illegali. Vediamo le percentuali per inquadrare il fenomeno dei disconnessi digitali”. Il 41,7% di adolescenti europei (43% in Italia) conferma che i propri genitori sarebbero contrari ai siti che visitano. Il 43,6% degli adolescenti europei, e quasi la metà in Italia (47,5%) ha guardato almeno un video con contenuti che i genitori non approverebbero. Il 34,1% degli adolescenti europei – cifra che in Italia si attesta quasi la metà degli intervistati (47,5%) – ammette di aver scaricato musica pirata online mentre un inquietante 6% ha acquistato perfino alcolici o farmaci su Internet. Il 26,5% degli adolescenti italiani ha spedito o pubblicato su Internet una propria foto osé, contro la una media europea del’11,6%. Il 25,6% dei giovani intervistati conferma di cercare online le soluzioni delle verifiche scolastiche; nell’ordine, i più scorretti sono risultati gli adolescenti spagnoli (34%), quelli tedeschi (33,5%) e quelli italiani (30%). Il 23,5% degli adolescenti europei ricerca intenzionalmente immagini di nudo su Internet o esplicitamente porno – e più di un terzo (37,7%) visualizza questo genere di immagini fino a un paio di volte al mese (54% nel Regno Unito). Il 15% dei ragazzi europei si è incontrato di persona con qualcuno che aveva conosciuto online: il cyber-dating è realtà. E i genitori che cosa sanno o che cosa immaginano? Il 44,2% dei genitori si è dimostrato convinto di sapere come scoprire che cosa il loro bambino sta facendo on-ine, ma solo un quarto dei ragazzi ha dichiarato di non sapere come nascondere il proprio comportamento ai propri genitori. Appena il 22,6% dei genitori ha tenuto una conversazione con i propri figli sulla sicurezza online, ma il 17,6% non ha mosso un dito per controllare il comportamento online dei propri figli adolescenti, laddove quasi un terzo (30,8%) vive nella “beata ignoranza” e si dice fiducioso del fatto che i propri figli non corrano troppi pericoli online. Esistono però anche genitori che monitorano in qualche modo i propri figli? Sì, ma la ricerca europea ha svelato che la maggior parte degli adolescenti adotta trucchi e contromisure per nascondere il proprio comportamento online: per esempio, il 47,5% degli adolescenti minimizza la finestra del browser quando un genitore fa ingresso nella stanza; in Italia lo fa il 54%. Il 38,8% cancella la cronologia del proprio browser. Il 28,7% degli adolescenti non accede solo dal Pc di casa, ma ha visualizzato contenuti anche fuori casa. Il 28% nasconde o elimina contenuti video non appropriati. Il 17,7% dei ragazzi scrive da un indirizzo di posta elettronica privato, del tutto ignorato dai propri genitori. Circa un quarto (24%) dei genitori ha impostato le funzionalità di parental control sul dispositivo mobile dei figli adolescenti. Solo il 18,4% conosce la password del dispositivo mobile dei propri figli. Il 10,7% ha chiesto al proprio figlio adolescente la password d’accesso all’e-mail o ai social media. Solo il 2,2% imposta le funzionalità di parental control sul proprio computer di casa. Poco più di un genitore su cinque (21,6%) ammette che il proprio ragazzo è più esperto di tecnologia di loro e che non sarà mai in grado di tenere il passo con i suoi comportamenti online. E l’8,7% dei tennegare disattiva i controlli dei genitori sui propri dispositivi, con un picco del 13,5% in Italia.  “Sono dati che arriveranno come una doccia gelata per molti genitori, e speriamo che questo li incoraggi a prendere misure immediate per proteggere i loro figli”, ha dichiarato Ombretta Comi, marketing manager per l’Italia di McAfee. “È emerso con tutta evidenza l’enorme divario tra quello che i genitori pensano che i figli facciano su internet e quello che i figli adolescenti fanno veramente“.

La soluzione per colmare il gap fra genitori “analfabeti digitali” e figli “nativi digitali”

Essendo cresciuti nel mondo online, gli adolescenti spesso hanno più dimestichezza dei loro genitori nell’approccio a Internet, rendendo difficile per i genitori fornire le indicazioni necessarie, e questo li rende ancora più vulnerabili“, conclude Ombretta Comi.Ma i genitori non devono arrendersi – devono superare i limiti per acquisire familiarità con la complessità dell’universo online ed essere sempre informati ed aggiornati sulle varie minacce che attendono i loro ragazzi online.” I genitori devono cessare di subire passivamente questo divario, ma affrontare il problema assumendo un ruolo attivo per assicurare ai loro figli un’esperienza online sicura e protetta: i genitori dovrebbero avere frequenti conversazioni con i ragazzi ed entrare in sintonia con loro su quello che stanno facendo online e avvisarli dei rischi e delle conseguenze delle loro azioni; i genitori devono anche imparare a settare i programmi di parental control, oltre a non smettere di vigilare e a non perdere d’occhio se/e quando e come gli adolescenti scoprono il modo intorno a loro; i genitori dovrebbero essere onesti con gli adolescenti a proposito dei metodi per tenere sotto controllo e monitorare le loro attività online; in questo modo molti ragazzi ci penserebbero due volte prima di svolgere attività proibite online, diventando consapevoli che i genitori possono vederli, come nella vita reale. L’online non è una “zona franca”: saperlo, renderebbe i figli più consapevoli delle loro possibilità.

McAfee fotografa i disconnessi digitale: cresce il gap fra ciò che i figli fanno online e ciò che i genitori sanno @ shutterstock
McAfee fotografa i disconnessi digitale: cresce il gap fra ciò che i figli fanno online e ciò che i genitori sanno
Autore: ITespresso
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