File che si autodistruggono, l’ultima frontiera per la sicurezza di DVD e CD.

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Un nuovo formato digitale che dovrebbe assicurare al produttore ciò che gli spetta.

Come riporta Reuters, brani musicali e film scadranno dopo la prima riproduzione, a meno che si paghino i giusti compensi per il diritto d’autore. La tecnologia che renderà possibile questo, altrimenti conosciuta come DRM, o digital rights management, cambierà radicalmente il consumo di software e contenuti digitali, dicono gli esperti. Compagnie produttrici di software e contenuti multimediali, vedasi Sony o Microsoft, per esempio, continuano con nuove iniziative pro sicurezza dei contenuti, sviluppando ognuna la propria versione di DRM per proteggersi dalla pirateria. In un futuro prossimo, anche posta elettronica, fogli di calcolo e pagine web saranno protetti da chiavi digitali. Sun Microsystems ha reso noto che svilupperà un nuovo software per proteggere i software proprietari contenuti sui telefoni cellulari o sulle smart card. Warner Music, divisione di AOL Time Warner, ha rilasciato il nuovo album di Steely Dan “Everything Must Go” su CD e DVD Audio, quest’ultimo in formato «a prova di copia». Il segmento di mercato più sensibile alla sicurezza dovrebbe essere quello degli enti pubblici, governi ed ospedali, che più di tutti temono che i dati riservati possano finire nella mani sbagliate, anche se finora, sembrano essere state le compagnie che producono contenuti multimediali più interessate al DRM. Colpite dalla pirateria, le case cinematografiche e le etichette discografiche hanno «farcito» i loro CD e DVD di codici per evitare o almeno ridurre la possibilità di copiarli o di trasferirli su hard disk e scambiarli online. In questo senso, anche compagnie che producono elettronica di consumo, come Sony e Nokia, hanno fatto la loro mossa, installando sistemi DRM nei nuovi sistemi hi-fi e nei dispositivi portatili per evitare che materiali protetti da copyright vengano riprodotti e trasferiti da un dispositivo all’altro senza che l’utente paghi il dovuto. Ma i produttori riconoscono quanto sia sottile la linea di separazione tra la necessità di protezione del diritto d’autore e la necessità di andare incontro alle richieste dei consumatori. Un sistema che comporti troppe limitazioni alla fruizione potrebbe significare una perdita di utenza. L’anno scorso l’etichetta Sony Music finì nel mirino delle critiche perché i nuovi album di Celine Dion e Shakira non funzionavano né sui PC né sui Macintosh. Il problema più grosso per l’adozione delle nuove tecnologie di protezione resta comunque per ora l’assenza di standard.

Autore: ITespresso
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