File sharing in flessione, ma la pirateria no

CyberwarSicurezza

Un ricerca, condotta da MusicAlly e The Leading Question, vede in declino il P2p negli ultimi 18 mesi. Succede nel mercato inglese, dove i giovani preferiscono la pirateria via Bluetooth o Instant messaging

La pirateria alza bandiera bianca? No di certo, ma sembra che sia in atto una controtendenza nel mercato britannico: uno studio, condotto da MusicAllye The Leading Question su mille utenti, afferma che negli ultimi 18 mesi il file sharing è calat o: gli sharer (gli utenti che condividono) sono scesi dal 22% del dicembre 2007 al 17%.

Le Major e i paladini del copyright inizieranno a tirare un sospiro di sollievo, dopo anni di pressione, anche perché a trainare il cambiamentosono i giovani tra i 14-18 anni, che nel 2007 avevano condiviso “almeno una volta al mese” nel 42% dei casi per crollare al 26% attuale.

Ma può davvero gongolare l’industria discografica e dire che la pirateria ha i giorni contati? No: infatti, se il file-sharing cala in Inghilterra, la pirateria non molla: il file sharing è soppiantato da altre tecnologie come il trasferimento di contenuti da dispositivo a dispositivo via Bluetooth o l’instant messaging.

Insomma, la pirateria non si sradica: i CD continuano ad essere masterizzati, ma cambia solo il modo (ovvero le tecnologie) in cui vengono condivisi in barba alle severe legislazioni sul copyright. Lo riporta The Register .

I circa 7-8 milioni di ricerche al giorno per 230 milioni al mese (dati di fine agosto 2008), che rendevano The Pirate Bay (punito con una maxi-multa e ora venduto per 7,7 milioni di dollari) il piùgrande e popolare motore di ricerca dei contenuti su rete BitTorrent, stanno semplicemente cambiando abitudini. Ma non in nome della difesa del diritto d’autore.

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Autore: ITespresso
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