File storage online: stretta integrazione tra Box e Office 365

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Il mercato dello storage online verso un’offerta di capacità illimitata : Box, Google Drive, OneDrive e Dropbox

L’intero Tera di OneDrive for Business sembra non bastare al mercato. La settimana scorsa Box ha annunciato insieme con la sua stretta integrazione con Microsoft Office anche che i suoi abbonati possono immagazzinare quanti file desiderano in maniera illimitata.

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Gli utenti di Office 2013 , Office 365 e Outlook avranno la possibilità di salvare in modalità nativa i loro file su Box. Se gli utenti sceglieranno di collegare il servizio di storage online con il loro account di Box Outlook aprirà una finestra pop up per rammentare all’utente questa possibilità e inviare un link di condivisione invece che spedire per email direttamente il file.

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In questo momento la soppressione di un tetto per la capacità di storage è riservata agli utenti di Box for Business che devono pagare per ogni utente 15 dollari al mese per utilizzare i servizi di Box. L’integrazione con Office e Outlook riguarda entrambe le edizioni di Box, Business oppure Enterprise. Possano utilizzare la nuova funzione anche i sottoscrittori di Office 365 e quelli della suite Office 2013. In totale Box dichiara di aver raggiunto 27 milioni di clienti che utilizzano i suoi servizi

 

boxschermate2Tramite la nuova integrazione ad esempio con il servizio Office 365 gli utenti di Box posto salvare un documento Word direttamente in Box, mente finora era possibile farlo solo con i servizi di Microsoft Onedrive. Un documento Office può essere condiviso tra utenti Box tramite un link privato su Outlook invece di mandare file attached avanti e indietro.

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Finora gli utenti di Box potevano iniziare un documento Office dentro Box e salvarlo come file Microsoft , ma non viceversa.

E’ un po’ sorprendente che nel corso di queste ultime settimane sia Google sia Microsoft e ora Box abbiano rivoltato come un calzino il mercato dello storage in cloud per l’utenza aziendale. Sembra che non sia più accettabile avere dei limiti di Gigabyte nello storage.

 

Sembra che la nuova regola sia che qualunque limite di storage sia una funzione che squalifica il servizio online. Solo nel giungo scorso Microsoft ha proposto un piano per concedere agli utenti aziendali ben 1 TB di storage aumentando in simultanea la capacità gratuita per altri utenti.

 

zocaloLa mossa è avvenuta presumibilmente in risposta alla decisione di Google nello scorso marzo di far pagare agli utenti di Google Drive 10 dollari al mese per un TB di storage. La rivale Dropbox si colloca con la sua edizione For Business nel mezzo . Di base Dropbox assegna 1 TB da condividere tra cinque utenti , ma ne aggiunge di più in funzione delle necessità di crescita . Poi in giugno la decisione di Google di eliminare ogni tetto di capacità di storage per gli utenti di Google Drive che utilizzano le sue Apps. E ora la decisione di Box. Come spiegano i tecnici di Box per i clienti di Box questo significa non doversi più preoccupare per il costo dello storage. Quando un utente Office salva un file ha comunemente la scelta tra salvarlo sul PC, su OneDrive o su un server aziendale. Ora all’elenco si aggiunge anche Box.

 

L’integrazione avviene con una partnership tecnica con Microsoft che ha messo a disposizione le sue API pubbliche: salvare un file in OneDrive o in Box diventa del tutto equivalente. Per gli utenti di Box resta da vedere cosa significa e cosa succederà al servizio Box Notes. Nel frattempo Dropbox è alle prese con la realizzazione pratica di Project Harmony, la sua suite di Office. Anche Amazon Web Services ha lanciato recentemente per le aziende ( 5 dollari al mese per 200GB di storage ) il servizio Zocalo. Come questo servizio, Box permette agli utenti di configurare come condividere file all’interno e fuori dell’azienda. Questo delega all’utente il compito e l’onere di decidere quali documenti riservati condividere all’esterno dell’azienda , una funzione che OneDrive mette nelle amni dell’amministratore di sistema. Per Box non è attesa un’analoga integrazione con le Google Apps.

Sul piano finanziario aziendale la mossa di Box viene spiegata come una strada per ottenere più attenzione dagli investitori che possono mettere in dubbio nella situazione attale del mercato il suo modello di business basato sulla colaboration e sulla condivisione di file. Sul piano di mercato l’annuncio arriva al momento giusto per confermare le scelte di Microsoft – espresse dal suo CEO Satya Nadella – di lavorare in stretta collaborazione con altre aziende nel momento in cui il suo software tenta di diventare onnipresente sul cloud uscendo dall’era chiusa del personal computing.

Autore: ITespresso
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