Filtri P2p, Comcast sarà punita

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L’autorità statunitense Fcc dovrebbe prendere provvedimenti contro l’Isp che rallentava il Peer to peer. Intanto in Usa è bufera su Usenet

Potrebbe arrivare presto a una conclusione, favorevole agli utenti, il caso di Comcast, che aveva messo filtri P2p all’insaputa degli utenti per contrastare il Peer to peer.

Anche Google , che si è sempre schierato a favore della neutralità della Rete (Net neutrality), ha preso di recente posizione contro la mania degli Isp di filtratre il Peer to Peer, definita una minacciata per Internet. Google ha sfoderato un tool con cui vuole scoprire cosa c’è dietro ai provider che filtrano la banda per limitare il file sharing e il traffico degli utenti online.

I filtri P2p sono opachi e nascosti, tutt’altro che trasparenti e mettono a rischio sono i servizi video e il VoIP: lo dice anche la Trans-Atlantic Consumer Dialog (TACD), una coalizione che riunisce 65 organizzazioni europee e statunitensi, e che ha chiesto ai governi di adottare politiche che garantiscano che la rete sia neutrale.

Dopo il caso Comcast in Usa, è scoppiato in Europa il caso Virgin Media, il primo Isp europeo a voler fare il cyber-poliziotto in Rete.

Secondo ZdNet, Kevin Martin di Fcc punirà Comcast, colpevole di aver violato i principi Internet di Fcc , per proteggere l’accesso consumer alla Rete. Lo riporta anche Associated Press .

I f iltri contro il P2p, il traffico di BitTorrent e il blocco del traffico Internet, all’insaputa degli utenti, violerebbero i principi di Fcc e metterebbero in mora l’Isp Comcast. Le misure saranno adottate il prossimo primo agosto.

Intanto negli Stati Uniti la crociata del Procuratore generale dello Stato di New York, Andrew Cuomo, contro il pedoporno , sta mettendo in croce UseNet e newsgroup che hanno fatto la storia della Rete. Gli utenti Internet della prima ora fanno notare che non è sradicando i newsgroup, che si eliminerà la piaga del pedoporno, ma si ridurrà solo la democrazia in Rete. Da SlashDot ad ArsTechnica , i più acuti osservatori della storia della Rete temono che la crociata sia solo una battaglia personale o politica, che poco ha a che fare con la vera lotta al pedoporno.

Autore: ITespresso
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