Fimi risponde ad Altroconsumo: Ecco i numeri della musica digitale

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Enzo Mazza, Presidente di Fimi, rifiuta l’idea che le case discografiche si muovano controcorrente nell’era digitale. La svolta consisterà nel mettere a punto modelli di offerta musicali che si adattino alle esigenze degli utenti nel Web 2.0

Molti ritengono ancora che le case discografiche si muovano controcorrente nell’era digital e, in realtà l’innovazione e le tecnologie più avanzate sono ormai parte integrante del mercato discografico e delle competenze aziendali” ha dichiarato Enzo Mazza, presidente della Fimi, rispondendo alle critiche, volte da molti intellettuali digitali a un certo anacronismo delle Major nel processo Pirate Bay e non solo.

Ecco i numeri che, secondo la Fimi, dimostrano la svolta digitale delle Major: il mercato digitale nel 2008 a livello mondiale, ha generato un f atturato pari a 3,7 miliardi di dollari, in crescita del 25%. Lo scorso anno sono stati 1,4 miliardi i brani scaricati attraverso la rete ed oggi le nuove piattaforme digitali ricoprono il 20% di tutto il mercato discografico mondiale.

L’innovazione c’è secondo Fimi:basta confrontare questo dato con il misero 4% del cinema e dell’editoria. Ormai il lancio di un nuovo album prevede una s tretta integrazione tra tutti i media con particolare attenzione ai fenomeni legati al social networking. “Molte aziende di tecnologia si stanno avvicinando alla musica perchè hanno compreso che è un elemento fondamentale per favorire il business e le case discografiche hanno accordi di licenza sempre più flessibili che consentono di mettere a punto modelli di offerta che si adattano alle esigenze dei consumatori” ha concluso il Presidente Enzo Mazza, rispondendo con le cifre del Digital Music Report 2009 (Pdf), in occasione del convegno romano “Diritto di Rete” organizzato da Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà d’informazione in rete.

La svolta del Web 2.0 rappresenta una nuova opportunità per il mercato musicale digitale, in cerca di un nuovo rapporto con gli utenti online dei social network.

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Autore: ITespresso
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