Fimi: Un consumatore su cinque è abbonato alla musica in streaming

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Fimi: Un consumatore su cinque è abbonato a servizi in streaming
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La musica digitale, secondo una ricerca di Deloitte per Fimi, vale per la prima volta il 51%. Ma il vinile resiste e rappresenta il 5% di quote di mercato

Il mercato discografico ha archivito il primo semestre dell’anno in crescita dell’1%. Sebbene il vinile rappresenti una fetta del 5% dell’intera torta, si è verificato il sorpasso della musica digitale sul supporto fisico. La musica “liquida” vale per la prima volta il 51%. Lo riporta una ricerca di Deloitte per Fimi.

Il digitale ha attuato il sorpasso, trainato dallo streaming, che costituisce il 40% del mercato totale e registra un progresso del +51%. Al contrario, i cd sono in caduta libera: segnano un crollo del 13%.

Fimi: Un consumatore su cinque è abbonato a servizi in streaming
Fimi: Un consumatore su cinque è abbonato a servizi in streaming

Nella prima metà dell’anno, il fatturato complessivo ha messo a segno un incremento dell’1%: ammonta a 66,4 milioni di euro (contro i 65,550 nel 2015). Nei primi sei mesi la crescita supera il 23% rispetto al 2014.

Lo streaming in abbonamento è salito del 68%, grazie alla diffusione di Spotify, Apple Music, Deezer e TIMmusic, contro l’incremento del 19% di YouTube. Lo streaming ha registrato ricavi per 26,3 milioni e dai dati Fimi emerge che un quinto (20%) dei consumatori di musica accede a servizi in streaming a pagamento.

Il vinile, che rappresenta il 5% del mercato, corre a doppia cifra: cresce del 43%. Una curiosità: il repertorio italiano resiste, ormai rappresenta il 44% contro il 38% di quello internazionae.

Autore: ITespresso
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