Finalmente i floppy disk spariscono dai negozi

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Il 98% dei Pc venduti non è più equipaggiato di serie di un drive floppy

PCWORLD, IL GIGANTESCO supermercato di IT, abbandona la vendita di floppy disk. Comunica, infatti, che non rinnoverà le scorte di questo prodotto a causa della richiesta pressoché inesistente. A dimostrazione del fatto c’è la constatazione che il 98% dei PC venduti non sono più equipaggiati di serie di un drive floppy. Chi, tra gli utenti della prima ora, non ricorda il drive ?A? ? Sono stato un po’ sorpreso dall’annuncio, non perché fossi legato da grande affetto a questo tipo di periferica, ma, al contrario, perché pensavo che i floppy drive si fossero già estinti da tempo. Ma, numeri alla mano, pare di no, o, almeno, non ancora. Le vendite globali da più di 2 miliardi di pezzi nel 1998 sono passate a 700 milioni nell’ultimo anno. Sinceramente questa riduzione di due terzi mi ha meravigliato, in quanto non immaginavo affatto che le vendite si mantenessero ancora così alte. Penso agli anni trascorsi; erano gli anni ottanta, verso la fine, e facevo il mio lavoro in un ufficio dove tavoli e scrivanie erano ingombri di macchine da scrivere. Sostituirono la mia con un PC con due drive da 5,25 pollic i, allineati l’uno sull’altro. Oggi anticaglie del genere sarebbero considerate poco più che spazzatura. Usavamo un programma di word processing di nome Samna (qualcuno ne ha memoria, ancora?) che girava in DOS e lo riconoscevi per i caratteri verdi su sfondo nero. Gli scritti erano salvati sui famigerati floppy dal 5,25 pollici che poi venivano consegnati, a mano, all’editore. Questi floppy erano famosi per la loro delicatezza e ho perduto molto lavoro per incuria nel maneggiarli. Poi sono passato ai floppy da 3,5 ed è stata una fase di passaggio importante. Non erano pieghevoli, erano grandi la metà dei loro predecessori e apparivano un po’ più robusti. Ci parve davvero di aver raggiunto un grande traguardo, pensando che finalmente avevamo a disposizione una memoria di massa capace di custodire i nostri preziosi tesori, giorno dopo giorno, senza preoccupazioni. Ma neppure il 3,5 pollici si dimostrarono perfetti. La tagliola di metallo, che aveva il compito di tenere lontana la polvere, tendeva bloccarsi se maneggiata in modo non corretto. Non volavano bene da un tavolo all’altro come il floppy di 5,25, e avevano la tendenza a perdere la traiettoria finendo contro muri e tavoli. “Ops, spiacente!”, era la frase ricorrente in ufficio. Ma la vera differenza la si sentiva con i giochi e le applicazioni. Alcuni di questi software richiedevano l’uso di una mezza dozzina di floppy e un’installazione completa impiegava più di un quarto d’ora, sempre che non intervenisse un errore di lettura, cosa che avveniva ancora di più con quelli dal 5,25 pollici. Ho ancora la prima versione di Warcraft proprio su floppy: se proviamo a raccontarlo oggi, a uno dei milioni di utenti dello stesso programma ci chiederanno con aria stupita: “… floppy cosa?”. Mi rincuorai quando comparvero i primi Zip, seguiti dai CD, anni luce più avanzati dei miei dischetti. In termini di capienza, i floppy divennero insignificanti. Ma allora non c’erano MP3 né i file musicali erano tanto diffusi; non c’erano foto digitali, né Internet multimediale con tutto quello che ne consegue. Il floppy da 1,44 MB erano più che sufficienti per custodire testo e qualche manciata di byte di codice. Certamente la corsa alla capacità non è conclusa, ma non sono poi tanto lontani tempi in cui 1,44 Mb erano tutto quello di cui avevo bisogno.

Autore: ITespresso
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