Finanziaria, Stanca: dl tecno tremonti riduce il sostegno all’innovazione tecnologica

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Non condivido l’emendamento del relatore del Dl ‘TecnoTremonti’ che riduce grandemente l’ineludibile sostegno all’innovazione tecnologica per sorreggere la competitività delle piccole e medie imprese

Londra – Il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, lamenta un indebolimento in Parlamento dei sostegni previsti per l’innovazione tecnologica delle imprese. “Non posso condividere l’emendamento del relatore della ‘TecnoTremonti’ che riduce grandemente l’ineludibile sostegno previsto all’innovazione tecnologica per sorreggere la competitività delle imprese italiane, soprattutto di quelle medio-piccole”, ha infatti detto il ministro Stanca incontrando i giornalisti a Londra, in occasione di colloqui con Stephen Timms, ministro dell’e-Commerce e della Competitività e di una lezione alla London School of Economics sui programmi italiani per l’innovazione tecnologica. Stanca ha infatti spiegato che “e’ stato presentato dal relatore un emendamento al decreto legge ‘TecnoTremonti’ (che reca incentivi fiscali e la parziale detassazione degli utili per stimolare investimenti alla innovazione tecnologica) che, di fatto, limita notevolmente l’incentivo all’innovazione tecnologica digitale (informatica e telecomunicazioni) e, invece, conferma totalmente quelli già previsti a sostegno della ricerca. E, quindi, non posso condividere questo specifico emendamento. Del resto, comprendendo le preoccupazioni sulla copertura finanziaria della versione originale, avevo avanzato varie proposte per incentivare l’innovazione tecnologica per la competitività delle piccole e medie aziende”. Lo rende noto una nota a cura dell’Ufficio Stampa del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie: “una politica di sostegno dell’innovazione non può limitarsi alla ricerca. Anche la Commissione Europea, con un recente comunicazione, ha riconosciuto che Ricerca & Sviluppo sono fattore essenziale per la crescita a lungo termine, ma non sono sufficienti e, quindi, vanno sostenute altre forme di innovazione, specie di processo, come gli aspetti operativi, gestionali, di marketing, di design e di distribuzione fino alla logistica. In questo caso”, ha concluso Stanca, “le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) sono un fattore abilitante. Incentivare la ricerca significa, pertanto, indirizzare i benefici in gran parte alle grandi e medie imprese e penalizzare di fatto le piccole aziende, soprattutto quelle del made in Italy”. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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