Findomestic: dalla banda magnetica al microprocessore

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Grazie all’utilizzo di carte di credito dotate di microprocessore, Findomestic assicura una maggiore sicurezza nei pagamenti e più servizi.

Findomestic ha già emesso più di 200mila carte del tipo smart, cioè dotate di un microchip, al posto della banda magnetica. Le nuove carte si avvalgono degli standard EMV (Europay, Mastercard, Visa), basati su una serie di regole condivise dai tre servizi, necessarie per far sì che la nuova tecnologia possa appoggiarsi a un sistema accettato dai più diffusi sistemi di pagamento internazionali. Grazie alle smart card, i pagamenti risultano più sicuri e si può avere accesso a un numero maggiore di servizi. Per esempio, avere memorizzati sulla carta dati e informazioni di vario genere. Inoltre, è impossibile clonarle. Si riducono così le possibilità di frode o di falsificazioni, e si assicura la gestione di un numero maggiore di transazioni. La migrazione dalla banda magnetica al microchip è guidata dall’Abi (Associazione banche italiane), che dopo la fase di sperimentazione ha dato avvio al progetto quest’anno. L’obiettivo è riuscire a migrare verso la nuova tecnologia entro il 2007.

Autore: ITespresso
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