Fine annunciata per CD e DVD?

Stampanti e perifericheWorkspace

I supporti fisici diventano obsoleti: gli utenti chiedono opzioni più economiche e flessibili.

L’industria discografica decreta la fine prossima di CD e DVD, cominciando a optare per i servizi di download legale e lo streaming alle spese dei formati tradizionali. Un recente studio di Forrester Reserach, intitolato «From Discs To Downloads» ha rilevato che il 20% degli americani è impegnato a scaricare musica e la metà di questi ammette di comprare sempre meno i CD. Secondo le previsioni di Forrester, nel giro di cinque anni, un terzo delle vendite di musica proverrà dai download da internet. Lo studio indica inoltre che il filesharing di video è in aumento: un giovane su cinque scarica e condivide film. I video on demand via cavo e altri canali di distribuzione di film on demand dovrebbero totalizzare, entro il 2005, il 15% di tutto il volume del noleggio film. Josh Bernoff, primo analista di Forrester, ha affermato: “L’abbandono dei supporti fisici fermerà la crisi dell’industria discografica e creerà nuovi profitti per l’industria cinematografica. Chi si occupa di entertainment e si focalizza sul breve termine, ad esempio combattere la pirateria, sta perdendo terreno sulle conseguenze a lungo termine». E ha continuato: «I servizi on demand sono il futuro della distribuzione dell’entertainment. Cd, DVD e altri formati di supporti fisici diverranno obsoleti». Nei prossimi nove mesi, almeno dieci nuovi servizi musicali per Windows, come iTunes di Apple, Music Store e MusicMatch creeranno valide alternative al filesahring illegale. Forrester prevede che la distribuzione di film on demand genererà profitti per 1,4 miliardi di dollari entro il 2005, mentre quelli provenienti da DVD e videocassette diminuiranno dell’8%. «Le case discografiche e cinematografiche hanno cominciato a capire che è necessario creare nuovi servizi per i quali i consumatori pagheranno» commenta Bernoff. «i consumatori hanno detto la loro. Sono stufi di pagare l’alto costo di CD e DVD e preferiscono modi più flessibili di distribuzione di media on demand».

Autore: ITespresso
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