Fine del roaming, cosa cambia

Autorità e normativeNetworkReti e infrastrutture
Senza frontiere i contenuti digitali di Netflix e Spotify nella UE

Dal 15 di giugno non ci saranno più ostacoli per l’abolizione del sovrapprezzo del roaming. Possibilità di proroga solo quando l’impatto supera il 3 percento del fatturato

Non ci sono più ostacoli per l’abolizione dei costi del roaming che è programmata per il 15 di giugno e dovrebbe essere terminata per sempre una battaglia estenuante e lunga che ha impedito fino ad oggi di potere comunicare, inviare messaggi e sfruttare il traffico dati senza abilitare con il proprio operatore opzioni ad hoc, per non dovere pagare tanto di più.

Da metà giugno confermato lo stop al roaming nella Ue
Da metà giugno confermato lo stop al roaming nella Ue

Lo ha deciso il Parlamento Europeo, che a larghissima maggioranza ha approvato l’accordo con il Consiglio che fissa i prezzi all’ingrosso dei servizi e quindi regolamenta i prezzi che gli operatori si addebitano per l’utilizzo delle reti.

Allineando l’offerta non sussiste alcun motivo per cui dovrebbe essere diverso il prezzo rispetto a quando si opera nel Paese di residenza: il traffico voce e dati effettuato all’estero viene dedotto dall’offerta di cui si ha diritto a casa propria, tutto qui.

Il provvedimento non impatta sostanzialmente sugli operatori più forti, diverso il caso per gli operatori minori, per cui l’impatto potrebbe superare anche il 3 percento del fatturato e potranno quindi richiedere la deroga per un anno. Nessun rinvio possibile è previsto per gli altri. 

Fino a pochi giorni fa l’entrata in porto del provvedimento è stata alquanto a rischio, a inizio febbraio erano stati fissati anche ulteriori tetti tariffari. Mai come in questi casi sarà opportuno tenere gli occhi aperti e leggere con attenzione tutte le comunicazioni del proprio operatore. 

Ecco i termini degli accordi sulle tariffe, come già riportato sui nostri siti.

ll tetto deve mantenere la gestione e l’upgrade delle reti in modo che i cittadini europei possano godere di connessioni stabili ovunque in Europa. Il tetto dei prezzi all’ingrosso per i dati calerà dai 50 euro a Gigabyte di oggi a 7,7/GB, e poi la flessione proseguirà in varie fasi: dal 1 gennaio 2018 il tetto ammonterà a 6 euro a Giga, dal 1 gennaio 2019 4,5/GB, dal 1 gennaio 2020 3,5/GB, dal 1 gennaio 2021 scenderà a 3/GB e dal 1 gennaio 2022 si attesterà 2,5/GB. Si tratta di un tetto inferiore di quello inizialmente proposto dalla Commissione (8,5/GB), ma permetterà alle aziende di investire nelle reti di nuova generazione (5G), scrive il Consiglio.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore