Finisce in galera per aver venduto chip illegali per lXbox

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I chip sarebbero serviti a bypassare i controlli della console di Microsoft.

Un cittadino americano è stato condannato a cinque mesi di detenzione per aver commercializzato chip che consentono di aggirare le tecnolgie anti-pirateria sulle console di gioco. Il signor David Rocci è stato dichiarato colpevole secondo il controverso Digital Millennium Copyright Act, che definisce crimine la distribuzione di strumenti per aggirare i controlli in difesa del copyright sui prodotti digitali. La severità della sentenza per la vendita di dispositivi che permettono alle persone di modificare i propri apparecchi ha sollevato la preoccupazione e linteressamento da parte di gruppi di difesa delle libertà civili. Il signor Rocci, giudicato da un tribunale della Virginia la scorsa settimana, ha ricevuto anche una multa di 28,500 dollari, oltre ai cinque mesi di arresti domiciliari con controllo elettronico. Il Governo degli Stati Uniti ha anche sequestrato il nome di dominio del suo sito web, Isonews.com, che ha dichiarato fosse usato per commercializzare il mod chip. Il sito, che, secondo le stime viene visitato da circa 140.000 navigatori al giorno, non contiene copie illegali di videogiochi o software, ma ha una sezione di messaggi in cui i navigatori possono scambiarsi suggerimenti e consigli sul materiale piratato. Il signor Rocci è una delle prime persone a finire in galera per violazione del DMCA. La legge è stata ampiamente criticata per essere troppo vasta e limitante anche dei diritti dei consumatori al consumo corretto. La sentenza del tribunale sembra bandire di fatto i mod chip dagli Stati Uniti. I mod chip, ampiamente disponibili sul web per le console di gioco, sono stati la costante preoccupazione dei produttori di videogiochi per anni. Questi dispositivi possono essere saldati sulle schede madri delle console per bypassare i controlli sul copyright. I chip permettono di giocare con giochi acquistati legalmente in altri paesi o creare copie di backup di dischi pirata. «Quello di cui stiamo parlando non è uno strumento apposito per la pirateria» ha commentato Fred von Lohmann, avvocato specializzato in questioni inerenti la proprietà intellettuale di Electronic Frontier Foundation, gruppo di difesa delle libertà civili. «È preoccupante che le persone possano finire in galere per la vendita di dispositivi che possono avere utilizzi che nulla hanno a che vedere con linfrazione della legge sul copyright».

Autore: ITespresso
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