Fiorello Cortiana: la Siae ipoteca il diritto d’autore nell’era di Internet

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Vnunet.it ha chiesto un parere al senatore riguardo alla querelle sulle immagini degradate in rete.  “ll nostro Paese inaugura malamente il 2008 per quanto riguarda la produzione di contenuti nell’era digitale di Internet.”

Il concetto di made in Italy una volta si accompagnava all’immaginario dell’arte italiana, Michelangelo, Leonardo e i nostri mille monumenti. Ma online dovremo accontentarci di opere sfocate. A bassa risoluzione. Degradate.

La Siae, con la complicità del Parlamento italiano, ha messo una seria ipoteca sul copyright sul Web: la cultura digitale italiana deve essere

degradata. Cosa voglia dire esattamente è poco chiaro: è in corso un dibattito fra giuristi ed esperti di multimedia, dopo che il Senato ha approvato l’emendamento una notte, in sordina, prima di Natale. In Italia a giorni sarà vietata la libera pubblicazione di opere in Rete.

Abbiamo chiesto un parere a Fiorello Cortiana su questo emendamento.

Ecco cosa ci ha risposto.

“Con l’approvazione notturna, tra il 20 ed il 21 Dicembre scorsi, della Legge relativa alla SIAE si è posta una pesante ipoteca sulla prossima riforma del dirirtto d’autore e c’è da chiedersi per cosa ha lavorato la commissione presieduta da Gambino, insediata da Rutell i. Il nostro Paese inaugura malamente il 2008 per quanto riguarda la produzione di contenuti nell’era digitale di Internet. Invece di pensare a come costruire la policy più adatta per modelli commerciali capaci di valorizzare la produzione ed il consumo di contenuti in un contesti interattivo che non conosce la scarsità propria del mondo materiale, insistiamo nella logica penale equiparando ogni uso di materiale espressivo alla contraffazione.

Con la legge approvata ogni comune potrà chiedere i diritti per le immagini della propria città anche a chi non ne fa un uso commerciale.

C’è da chiedersi come verranno trattati i siti blog che usano anche immagini. Già il disegno di legge sull’editoria metteva a rischio chiunque avesse un sito Web, come ha riconosciuto il Ministro Gentiloni, ora si persevera.

Con questa legge per perseguire la contraffazione non ci preoccupiamo della proporzionalità della pena e dell’efficacia delle sanzioni, per cui il senegalese che vende il CD contraffatto prenderà più anni del falsificatore di bilanci di una società quotata. Così il nostro Fair Use sarà possibile per materiale a bassa risoluzione, cosidetto “degradato”, ma dove vivono? E’ questa la capacità di futuro che offriamo ai giovani del nostro Paese?Non bastava la Legge “Urbani” che ci eravamo impegnati a cambiare in campagna elettorale? Steve Jobs piuttosto che David Byrne non insegnano nulla ai nostri latifondisti del copyright?”

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