Firenze si candida a paladina del copyright

AccessoriWorkspace

Mentre a Londra le licenze Creative Commons vengono festeggiate nel loro sbarco ufficiale europeo, l’Italia cerca di valorizzare il diritto d’autore classico nell’era digitale

Creative Commons ha finalmente una versione europea: in attesa del prossimo debutto italiano a Torino, Lessig ha lanciato la versione inglese delle licenze create per consentire la massima circolazione delle idee e delle informazioni, citandone sempre fonti e autori. Nel frattempo l’Italia non si rassegna alla modernità delle licenze in stile CopyLeft e si assegna un ruolo, forse un po’ di retroguardia ma in linea con le recente normative della Legge Urbani, di paladina del copyright tradizionale applicato ai prodotti digitali. Firenze infatti sarà la capitale di un progetto europeo da 14 milioni contro la pirateria sul Web . Unione Europea, Università di Firenze, discografici e multinazionali hi-tech si alleano in Toscana per valorizzare il copyright dei prodotti digitali. Il progetto si propone di sviluppare e standardizzare tecnologie capaci di assicurare una volta per tutte la protezione e la piena valorizzazione multimediale dei contenuti digitali (contenuti audio e video eccetera). Tutto ciò accade mentre un colosso del calibro di Sony decide, in controtendenza, di abbandonare le misure anticopia finora adottate sui propri cd. Protagonisti del progetto Axmedis sono: L’Università di Firenze, Giunti Editore, Tiscali, Hewlett Packard, Eutelsat, Accademia Nazionale di Santa Cecilia,Associazione Fonografici Italiani e OD2 , lo store di musica online da Peter Gabriel che oggi gestisce la distribuzione della musica delle major (tra cui Warner, Universal, Emi, Bmg).

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore