Firma digitale Versione 3.0

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Siamo ormai giunti alla terza versione della disciplina italiana della tecnica di sottoscrizione del documento informatico ed ancora è lontano il tempo in cui qualcuno userà una smart card per rilasciare una dichiarazione o firmare un contratto

Di Daniele Ricciardi In un seminario di qualche tempo fa mi è capitato di ascoltare le parole di un fine giurista le leggi hanno una rapida obsolescenza, tanto più se riguardanti linformation tecnology. Il rapido susseguirsi dei provvedimenti in materia di firma digitale sembra confermare tale affermazione. Siamo ormai giunti alla terza versione della disciplina italiana della tecnica di sottoscrizione del documento informatico ed ancora è lontano il tempo in cui qualcuno userà una smart card per rilasciare una dichiarazione o per stipulare un contratto (in ciò è lirriverente zero nel titolo di questa breve riflessione). Dal d.p.r. 513 del 1997 sulla firma digitale allitaliana si è passati alla direttiva 99/93/CE sulla firma elettronica comunitaria che ha imposto al nostro legislatore, con un recentissimo provvedimento, di mettere mano alla disciplina, nel frattempo confluita in un Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (d.p.r. 445 del 2000). Ed oggi, passati oltre 4 anni dalla prima norma sul tema, esperti e studiosi si domandano che fine abbia fatto (o farà) la firma digitale. Non sono particolarmente meravigliato dalle immediate critiche piovute sul provvedimento del governo, così come non mi hanno stupito le numerose (più o meno ardite) teorie e riflessioni elaborate negli ultimi anni (anche da qualcuno che inizialmente considerava limpronta digitale – risultante dallapplicazione della funzione di hash – alla stessa stregua del sistema di identificazione personale adottato nella lotta alla criminalità!). Il prossimo fallimento della firma digitale sarà probabilmente decretato da coloro che, ossequiosi di un legislatore innovatore, hanno atteso (investendo milioni di euro in sistemi crittografici iper-sicuri) ed attendono ancora un pronti e via per distribuire certificati e chiavi di firma. Il carattere innovatore del legislatore di fine millennio non è dato dal contenuto tecnologico della disciplina emanata, ma principalmente dalla scelta (pienamente consapevole?) di porsi al di fuori della tradizione giuridica – normativa del nostro paese. [STUDIOCELENTANO.IT] .

Autore: ITespresso
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