Fisco, Apple e Dublino contro Bruxelles

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Fisco, Apple e Dublino contro Bruxelles

Apple presenterà ricorso contro la UE, rea di aver ignorato i pareri di esperti fiscali e di aver applicato un metodo di valutazione e calcolo per massimizzare la sanzione

Apple e l’Irlanda uniscono le forze contro l’Unione europea (UE). La vicenda riguarda le imposte non versate: recentemente, all’azienda di Cupertino è stata inflitta una maxi multa UE pari a 13 miliardi di euro, ma Dublino contesta la decisione europea, in base alla quale la società guidata dal Ceo Tim Cook dovrebbe restituire al governo di Dublino questa cifra: “Si tratta di una interferenza nella sovranità nazionale e Bruxelles ha avuto una comprensione errata di come funziona la tassazione delle multinazionali”, sottolinea il ministero del Tesoro irlandese. Ad aiutare Apple nella battaglia contro Bruxelles è infatti scesa in campo l’Irlanda, il Paese che ha creato il sistema fiscale agevolato nei confronti di alcune aziende e multinazionali: un sistema che permette ad Apple di pagare un’aliquota del 12.5% nella verde Irlanda contro il 35% negli USA. E poiché l’azienda genera il 90% del fatturato oltreoceano (una grande percentuale in Cina), è utile trovare Paesi a fiscalità agevolata. Ma andiamo con ordine.

Fisco, Apple e Dublino contro Bruxelles
Fisco, Apple e Dublino contro Bruxelles

La UE, dopo un’indagine che prosegue dal 2014, ha denunciato i sistemi fiscali di alcuni paesi membri definendoli “aiuti di stato illeciti ad aziende”. Apple, Starbucks e Fiat sono state accusate di sfruttare i sistemi fiscali di Irlanda, Olanda e Lussemburgo, per ridurre il più possibile l’aliquota fiscale: si tratta di ingegneria fiscale volta a massimizzare i profitti, secondo le multinazionali; invece la UE accusa i Paesi membri di dumping fiscale, mentre le aziende, che usano tali escamotage, vengono additate per elusione. Dublino aveva già annunciato l’appello di fronte alla Corte di Giustizia europea. A ricorrere sarà anche Apple, come hanno riferito a Reuters il general counsel Bruce Sewell e il Cfo Luca Maestri. La difesa dell’azienda si basa sul fatto che le autorità europee hanno ignorato il diritto societario e i pareri degli esperti fiscali. Bruxelles è anche accusata di aver applicato un metodo di valutazione e calcolo per massimizzare la sanzione: “Apple non è un’anomalia in nessun senso che possa contare per la legge”, hanno spiegato i due manager: “Apple è un bersaglio conveniente perché genera un sacco di titoli. E permette al commissario (ndr, la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager) di diventare il danese dell’anno 2016″. La danese Vestager è stata insignita del titolo dal quotidiano Berlingske.

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