Flop Pa digitale: Brunetta rimedia con un Ddl taglia-carta

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Il ministro Renato Brunetta ammette il fallimento dell’e-government italiano fino ad oggi e propone un Ddl in 34 articoli per la de-materializzazione, per digitalizzare finalmente la Pa. Attesi risparmi per 5 miliardi di euro: dalla scuola alla sanità fino alla giustizia

La schizofrenia del Governo Berlusconi nel settore dell’IT si riassume in due battute: il ministro Renato Brunetta ammette il flop dell’e-government fino ad oggi (un fallimento anche dovuto a l Digital divide: se il cittadino non può collegarsi in banda larga da certe zone d’Italia, come scarica certificati e accede a servizi sofisticati?), mentre il governo congela gli 800 milioni di euro , che servivano a lanciare il piano Romani-Brunetta per azzerare il Digital Divide in vista di E-gov 2012; il ministro Brunetta prepara un Ddl taglia-carta e taglia-burocrazia per la Pa Digitale.

Ma andiamo con ordine. I numeri del flop dell’e-gov italiano non sono dovuti al gap trecnologico della Pa (in ufficio hanno Pc e collegamenti a Internet sufficienti: rispettivamente, Pa al 96% e Pal al 91,5%; all’80% nelle PA centrali e il 70,7% nei piccoli Comuni). L’e-mail non manca: la Pa è tutta coperta dalla posta elettronica, mentre la Pa locale al 98,5%; anche i siti Web istituzionali sono al 100% nella Pa centrale e al 78,8% nella Pa locale.

Il vero ritardo della Pa digitale, mai decollata, è su altri versanti: solo l’85% della Pa centrale e l’80% di quella locale è dotata di sistemi IT per gestire protocolli (per i servizi ai cittadini, necessari a tagliare le spese e migliorare la produttività); l’open source in ufficio latita (fermo al 35% nella Pa locale); la Carta d’identità elettronica (Cie) è stato un flop; solo il 34% delle Pa locali ha la Pec. L’Italia, nell’erogazione di servizi al cittadino, si piazza al 23esimo posto su 27 nella Ue. Quasi fanalino di coda.

Partiamo da questi dati, resi noti dallo stesso ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, per capire di quale shock culturale c’è necessità per voltare pagina nella Pubblica Amministrazione. Oggi la Pa archivia una quantità di carta pari al volume del Duomo di Milano: in soccorso arriverà il Ddl Brunetta in 34 articoli taglia-carta farà risparmiare 5 miliardi alle Pmi. Vediamo come.

Tutte le scuole, connesse in Rete entro il 2012, dovranno fornire pagelle elettroniche e altri servizi per la didattica e la relazione scuola-famiglie in formato digitale.

Dal 30 giugno 2010 i certificati medici, anche dei dipendenti privati, saranno inviati all’Inps per via telematica.

Le ricette mediche si de-materializzeranno: dal 1 gennaio 2010 il 40% delle prescrizioni al 31 dicembre 2010, l’80% al 31 dicembre 2011 e il 100% al 31 dicembre 2012. Dal 1 gennaio 2013 sarà vietato prescrivere ricette sanitarie farmaceutiche e specialistiche in forma non elettronica.

Capotolo a parte la giustizia: il processo telematico verrà esteso al penale.

Inoltre verranno introdotti nella Pubblica Amministrazione il “giuramento di fedeltà” e l’ufficio per la mediazione dei conflitti, per risolvere gratuitamente i contenziosi con i cittadini.

Con il Ddl Brunetta, in attesa della banda larga in tutta Italia, forse riparte, finalmente coln il piede giusto, la riforma della Pa Digitale. Una riforma che si prevede farà risparmiare 5 miliardi alle Pmi.

Autore: ITespresso
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