Food Force

Management

Un videogioco per sensibilizzare i ragazzi e gli adulti al problema della fame nel mondo. Un caso senza precedenti…

Uno dei luoghi comuni più usati e abusati legati al mondo dei videogiochi, è che con i videogame si può educare. Salvo poi ribaltare la situazione quando ci trova davanti a titoli come Carmageddon o Grand Theft Auto, che invece dispensano dosi gratuite di violenza o propongono modelli morali discutibili. La verità è che i giochi sono giochi e basta. Servono per divertire, far passare qualche ora spensierata, per scaricare i nervi… Salvo eccezioni… come quella rappresentata da questo Food Force. Un videogame messo a disposizione della comunità di giocatori di tutto il mondo (bambini, ragazzi e adulti), a titolo totalmente gratuito, per sensibilizzarla a uno dei problemi più gravi della nostra società – la fame nel mondo – che interessa ogni anno oltre 800 milioni di persone. Ideato, non da una delle grandi major dei videogiochi ma dal World Food Programme (il programma per la fame nel mondo delle Nazioni Unite) e sviluppato dalla sconosciuta Deepend, Food Force è già stato scaricato dal sito internazionale da oltre tre milioni di videogamer provenienti da quasi 200 Paesi (è stato tradotto persino in giapponese, e presto lo sarà anche in cinese). Chissà quante saranno nel momento in cui ci leggerete! Semplice curiosità per un gioco distribuito gratuitamente, segno di apprezzamento per un titolo di buona qualità, o solo un buon esempio di solidarietà? Ce lo siamo domandati anche noi mentre iniziavamo il download per proporvelo nel Dvd allegato questo mese alla rivista. Dopo aver installato il videogame, che consta di circa 200 Mbyte, ci attende un breve video introduttivo che spiega cosa succede quando un Paese, l’immaginaria isola di Sheylan, viene colpito da una grave siccità o da una guerra civile: due delle principali e più terribili cause di carestia. Quindi, ci si trova proiettati all’interno del menu principale di Food Force. Per vincere occorre vestire i panni di alcuni operatori specializzati delle Nazioni Unite, e portare a termine una serie di missioni intese a risanare e far ripartire l’economia del Paese in questione. Pilotare un aereo alla ricerca delle persone affamate, consegnare gli aiuti dopo aver superato una serie di ostacoli, aiutare la popolazione nella ricostruzione… Niente mostri, niente belle ragazze (sic). Giocarlo significa anche apprendere numerose informazioni sul funzionamento degli aiuti alimentari e collaborare in maniera virtuale col PAM (Programma Alimentare Mondiale) per costruire un mondo senza fame. Presentando Food Force, il designer del gioco Mike Harrison l’ha definito come “Una via di mezzo tra Tomb Raider e una conferenza della FAO”. Di certo un titolo particolarmente facile da apprendere – una delle prime fasce test, era composta da alcuni bambini tra 8 e 13 anni – che si pone come obiettivo una capillare diffusione anche all’interno delle scuole. Gli insegnanti, in particolare, possono visitare una sezione loro dedicata, che contiene numerosi suggerimenti su come organizzare una lezione e su come usare il videogioco in classe. Tra i coproduttori di Food Force risulta anche Rai Net che ha realizzato il progetto italiano avvalendosi, tra gli altri, del patrocinio di Pubblicità Progresso e della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Un “cast” d’eccezione ha prestato poi la propria voce gratuitamente per doppiare la versione italiana del videogioco: l’attrice siciliana Maria Grazia Cucinotta, il presentatore e attore Fabrizio Frizzi, i giornalisti Rai Livia Azzariti e Franco di Mare, l’animatore del programma di Rai Radio 2 “Il ruggito del coniglio” Antonello Dose, l’attaccante del Milan Kakà. Da segnalare infine, che Food Force non è solo un gioco, ma anche una comunità online dove i ragazzi possono incontrarsi e gli insegnanti trovare informazioni utili per la didattica sul tema delle grandi emergenze e i metodi per fronteggiarle. Votazione: 70

Autore: ITespresso
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