Forse illegale la protezione dei CD musicali

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Una legge americana del 1992 dava agli utenti il diritto di duplicare per uso personale i propri dischi

A sollevare lallarme è stato un membro influente del Congresso, il repubblicano Rick Boucher. Le irregolarità sarebbero due impedire allacquirente di sentire i CD in apparecchi troppo vecchi, che sono incompatibili con il nuovo sistema di protezione, e impedirgli di fare una copia del disco, operazione assolutamente legale. Inoltre è stato posto il problema del diritto dautore nel momento in cui lacquirente compra un CD, paga anche una licenza duso dei brani che gli danno privatamente ogni diritto su di essi. Da noi ad occuparsi di questo è la SIAE. Se questo diritto viene revocato, lacquirente deve esserne informato prima dellacquisto. Boucher ha chiesto di sapere anche se il sistema di protezione danneggia in qualche modo lascolto dei pezzi, e ha dichiarato ai discografici di voler organizzare dei test al riguardo. Boucher ha segnalato anche il fatto che il sistema di protezione favorisce grandemente i due sistemi di invio di musica online MusicNet e PressPlay, di proprietà di consorzi delle più importanti etichette al mondo. Questi potrebbero diventare un duopolio della musica digitale, controllando l80% del mercato. La prima reazione allallarme di Boucher è una proposta legislativa che imponga ai produttori di hardware e software di integrare nei loro computer dei sistemi di protezione che tutelino le case discografiche da copie illegali dei CD originali. I produttori, ovviamente, si sono opposti.

Autore: ITespresso
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