Forte preoccupazione in Rete per la nuova legge sulleditoria online

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È entrata in vigore la nuova legge sulleditoria, molti webmaster prospettano una fuga su server esteri

La sopravvivenza di molti siti amatoriali potrebbe essere in pericolo dopo lapprovazione della nuova legge sulleditoria, almeno questo è il timore condiviso da molti webmaster privati. Tutto ruota attorno al concetto di prodotto editoriale, esteso con la nuova regolamentazione anche ai supporti informatici destinati alla pubblicazione o comunque alla diffusione dinformazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora e televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici. Questo significa che le regole finora applicate alleditoria classica (quotidiani, riviste, libri), ora valgono anche per leditoria multimediale se un sito Internet fa informazione, dovrà essere registrato come qualsiasi pubblicazione periodica. Il responsabile del sito dovrà iscriversi allalbo dei giornalisti professionisti, a quello dei pubblicisti o al nuovo albo per gli operatori di comunicazione che lAutorità garante si sta affrettando a stilare. Molti privati che hanno allestito il proprio sito personale, si sono chiesti se la loro iniziativa può rientrare in questa normativa, che per i trasgressori potrebbe far valere le pene di stampa clandestina, che possono oscillare tra il mezzo milione di multa ai due anni di reclusione. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per leditoria, Vannino Chiti, si è affrettato a tranquillizzare i molti che hanno fatto conoscere le loro preoccupazioni Manca ancora il regolamento definitivo che dovrà varare lAutorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ma, naturalmente, se uno apre un sito personale e ogni tanto mette informazioni di avvenimenti o manifestazioni, difficilmente potrà essere equiparato a un giornale, spiega in unintervista a Repubblica il sottosegretario, che aggiunge Se uno fa una pubblicazione cartacea, questa richiede regole di trasparenza e di controllo. Non mi pare che se viene fatto via Internet, non debba avere gli stessi requisiti. Paolo De Andreis, direttore editoriale di Punto Informatico, la testata online che ha promosso una petizione contro la nuova legge (che finora ha raccolto 20.000 firme e affiliato alliniziativa oltre 1.600 siti), ha spiegato così i suoi timori Larticolo che definisce il prodotto editoriale è preoccupante, forse perché è fatto male. Ho limpressione che la legge sia stata fatta per sostenere la grande editoria che si sposta online. Ma è fatta così male da far temere che sia stato fatto un primo passo per regolamentare la Rete. Una preoccupazione condivisa. Per conoscere le opinioni dei lettori, Vnunet.it lancerà domani un sondaggio dove si potrà esprimere il proprio parere sulla legislazione appena entrata in vigore.

Autore: ITespresso
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