Forum IT, i vendor giudicano il mercato e le sue esigenze

Autorità e normativeDataFormazioneManagementNetworkNormativaReti e infrastruttureStorage

Ma l’obiettivo degli utenti è sempre la riduzione dei costi

All‘interno del mondo dell’ICT il dibattito del momento – ma non solo di questo momento – riguarda i costi di gestione dell’infrastruttura aziendale e gli strumenti per abbatterli in maniera efficace. Lo scopo è di liberare risorse a favore dell’innovazione. Visto dal punto di osservazione dei vendor il mercato italiano oscilla tra maturità e sacche di arretratezza. Su questi temi si è aperto un dibattito organizzato nell’ambito dell’ottava edizione del Forum IT che ha radunato una dozzina di vendor a discutere di soluzioni e best practice. All’interno del mondo ICT , quello del networking e dello storage può dare dei contributi di innovazione e nuovi spunti di competitività. Per essere efficaci sul mercato i fornitori devono disporre di soluzioni tecnologiche e di giuste metodologie di azione.

In particolare l’esplosione dei dati da archiviare e quella contemporanea delle normative per gestirli e mantenerli nel tempo indicano che è venuto il momento di nuovi strumenti che Dario Pardi ( Hitachi Data Systems) ha definito come strumenti di storage economics. Essi vanno dalla valutazione del Roi fino alla certificazione delle soluzioni di storage e ai servizi consulenziali di controllo dei costi.

Tino Prato ( Brocade ) preferisce invece parlare di specializzazione dell’offerta tecnologica :“L’oggettiva complessità del mercato richiede nuove soluzioni. E sono soluzioni necessariamente tecnologiche per aziende come quelle del networking e dello storage. Non c’è solo la gestione. In certe situazioni nascono esigenze che solo la tecnologia può soddisfare. La tecnologia diventa abilitante . Solo dopo sui ‘pezzi di ferro’ si catena la questione dei prezzi. Ma il ‘ferro’ deve funzionare, altrimenti il disaster recovery non si fa”.

Per Matteo Baroni ( Enterasys Networks) le aziende percepiscono chiaramente le difficoltà dei costi di acquisto e di gestione. Ma c’è un costo non ancora evidente per gli utenti ed è quello che si deve pagare per portare le soluzioni acquisite a rendere efficace il business aziendale. Spesso le aziende tendono a investire solo quando l’investimento è forzato da situazioni esterne: “ un tipico esempio sono gli investimenti che vengono fatti solo per ottemperare a una normativa”. D’altro lato ogni fornitore deve ammettere che , come ricorda Pardi, “ la compliance è oggi una delle ragioni principali di business”.

Anche Alberto Filisetti ( I nfoblox ) concorda che sono le esigenze che nascono dalla quantità crescente dei dati e dalla compliance a guidare le scelte del mercato:“ quello che si vende si basa sul concetto di ottimizzazione dei servizi e di abbattimento dei costi”. Oltre ai vendor, due altri attori intervengono però nella filiera tra fornitore di tecnologia e mercato: il distributore e il system integrator.

Per Marco Malafante ( Bell Micro) i distributori “ percepiscono direttamente che gli utenti ritengono la tecnologia come un costo ( obbligatorio , ad esempio, per motivi legislativi) e non un investimento per il loro business. Per questo, oltre ai servizi professionali, anche i servizi finanziari sono strumenti essenziali che entrano a far parte della soluzione da proporre all’utente finale”.

Spesso il lavoro si complica per il system integrator. Come ricorda Gianpiero Bianchi ( Tecnonet), ” anche altri paesi europei condividono con l’Italia i medesimi problemi. Il cliente cerca il prodotto sicuro. Come integratori dobbiamo dare la soluzione migliore. Spesso la soluzione migliore è già prestabilita dall’utente in conseguenza del lavoro del vendor sul cliente. Il system integrator deve creare un valore che si aggiunge a una shopping list già precostituita. E questo non va sempre a favore del prezzo più basso per la soluzione finale”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore