Francesco Caio (Agenda Digitale): L’ora della digitalizzazione, ma con gli strumenti giusti

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Francesco Caio, mister Agenda Digitale, pronto a lasciare
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Francesco Caio illustra i tre pilastri dell’Agenda Digitale, partendo dall’identità digitale all’anagrafe dei residenti. La fatturazione elettronica ha che fare con l’etica. La PA Digitale potrebbe generare vantaggi per 35 miliardi di euro. Stefano Parisi: Serve un Digital compact

Se il governo Letta dice di voler fare le Riforme con il cacciavite, anche Francesco Caio, commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana, parlando al Forum organizzato da Confindustria digitale a Roma, ha fatto capire di avere bisogno di una cassetta degli attrezzi per dare un’accelerazione nella giusta direzione. A frenare l’Agenda Digitale è la burocrazia, la pubblica amministrazione, il vero anello debolle pro-conservazione dello Status quo che mette i paletti fra le ruote dell’innovazione: “Ci siamo dati tre priorità che stiamo sviluppando”, ha precisato il manager, il cui backgroubd affonda le radici in Olivetti, Cable & Wireless ed Avio: “La prima è appunto quella dell’identità digitale, un sistema pubblico di identità digitale, nato grazie al contributo di alcuni deputati come Quintarelli e Coppola, un sistema-base di interazione semplice e sicura, univoca, tra i cittadini e la Pubblica amministrazione, che sarà la base di tutte le ulteriori implementazioni. L’anagrafe dei residenti è l’altro filone di lavoro, abbiamo unito attorno al tavolo molti soggetti, dal ministero degli Interni alla Sogei all’Istat all’Anci. Contiamo di arrivare a un decreto entro l’anno. Infine, entro il 30 giugno 2014 mettere le amministrazioni centrali dello Stato in condizioni di ricevere le fatture elettroniche dei propri fornitori e costoro verranno obbligati per legge a fatturare elettronicamente. Contiamo di imporre lo stesso processo alle amministrazioni periferiche entro l’anno successivo.”

E non è solo questione di Spending Review digitale, ma di etica: “Non è più etico gestire i soldi pubblici senza utilizzare questi strumenti. Gestire fatture cartacee che non si sa dove finiscono e a chi vanno i soldi…non è più concepibile”.

Se si digitalizzasse in maniera rigorosa la PA si genererebbero vantaggi immediati per 35 miliardi di euro. E la banda larga farebbe balzare il PIL dell’1,5%. Per spingere le Startup sono necessari assistenza legale e brevetti. Neelie Kroes ha spiegato che, in un’Europa senza confini, le barriere sono rimaste solo nel settore delle Tlc: ed è l’ora di abbatterle, niente più roaming, per questo serve il Single Market delle Telco. Il ministro della Sanità Lorenzin ha detto che non bisogna avere paura degli Open data.

E a chi ha “paura” dell’IT, il commissario Kroes ricorda che Internet genera cinque posti di lavoro per ogni due perduti. La sfida di Caio va dunque in direzione della lotta alla disoccupazione.

Se Parisi di Confidustria Digitale ha gridato allo scandalo del ritardo dei decreti attuativi, Caio ha messo il dito nella piaga, denunciando i troppi decreti difficili da leggere prima ancora prima che da attuare. Per promuovere la digitalizzazione della PA bisogna contrastare i “digital evaders”, vale a dire il “partito anti-digitalizzazione”: lo ha dichiarato il viceministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà. Parlando, citando, a titolo di esempio, “quel dirigente che stampa la mail per farla vedere a un collaboratore, fino a interi gruppi di aziende importanti”.

Secondo Stefano Parisi bisogna trasformare gli obiettivi dell’Agenda digitale in un ‘digital compact‘, vincolante per tutti i Paesi dell’UE. Catricalà ritiene che “avere vincoli esterni può solo aiutarci”.

[Abbiamo seguito la diretta anche grazie ai Tweet di Guido Scorza, avvocato esperto di Internet]

Francesco Caio è mister Agenda Digitale: Il governo Letta è più attento ai temi dell'Agenda Digitale
Francesco Caio è mister Agenda Digitale: Il governo Letta è più attento ai temi dell’Agenda Digitale
Autore: ITespresso
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