Frattini e Brunetta rilanciano l’e-government italiano

Autorità e normative

I due ministri hanno firmato un progetto, che verrà illustrato oggi, dedicato alla promozione del sistema Italia e allo sviluppo dell’innovazione digitale. Si chiama: E-governance per lo sviluppo

L’e-government non è finito in soffitta. I ministrri Franco Frattini, degli Esteri, e Renato Brunetta, della Funzione Pubblica, oggi rilanceranno l’e-government italiano, dopo aver annunciato un progetto , dedicato alla promozione del sistema Italia e allo sviluppo dell’innovazione digitale al ministero degli affari esteri. Il progetto si chiama: E-governance per lo sviluppo.

Il progetto sarà illustrato in giornata a Palazzo Chigi.

A giugno, il Raporto assinform denunciò che l’Italia era partita svantaggiata nel 1998 con investimenti It che rappresentavano l’1,5% del valore del Pil, quota che ci collocava ben al di sotto della media europea attestata al 2,3% e di quella dei paesi considerati; ma la cosa più grave è che, dopo un decennio, l’Italia si ritrova a investire in It praticamente la stessa quota, equivalente all’1,7% del Pil, con una crescita dell’incidenza della spesa It sul Pil di soli due punti percentuali. Il gap tecnologico italiano con i paesi nostri diretti concorrenti si è andato approfondendo.

Nell’e-government l’Italia è il paese con il più basso tasso di utilizzo, 17% a fronte della media europea del 30%, della Spagna che ci supera con una quota del 26%, mentre gli altri paesi segnano tassi intorno o superiori al 40%.

L’andamento della domanda It della Pubblica Amministrazione è complessivamente al di sotto delle medie nazionali, se pur abbastanza differenziato fra amministrazioni locali e centrale. Per la Pac, nel decennio, l’incremento di spesa non va oltre il 2,8% , mentre il 2007/06 è un anno nero con – 3,2% di decremento. La Pal ha una dinamica molto più vivace: + 8% nel decennio, + 2,4% lo scorso anno. Non c’è bisogno di sottolineare quanto sia strategico per il Paese la modernizzazione dell’amministrazione pubblica e che errore sarebbe continuare a tagliare la spesa It come se si trattasse delle scrivanie o delle auto di servizio. Mentre sarebbe auspicabile una riqualificazione della spesa It che non va considerata un costo, ma un investimento.

I l basso utilizzo dei servizi on line che si verifica in Italia si spiega per due ragioni: il fatto che oltre la metà della popolazione sia lontana da Internet;

il fatto che tali servizi spesso non siano all’altezza delle aspettative.

Per quanto riguarda i servizi pubblici in rete, ciò è stato evidenziato sia dall’Istat con un’indagine che dimostrava il calo di accessi ai siti della Pa, che constatato dallo stesso Cnipa .

Autore: ITespresso
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