Frost & Sullivan prevede il boom del volume dati nell’era Mobile

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Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE

Frost & Sullivan stima che il settore del monitoraggio Network registri un fatturato superiore agli 850 milioni di dollari nel prossimo quinquennio

Matteo Valente, consulente di Frost & Sullivan, spiega: “Il volume di scambio dei dati è aumentato anche in rapporto ai comportamenti sociali e d’acquisto nel campo delle telecomunicazioni; fautori di tale ricchezza quantitativa e qualitativa di informazioni sono i nuovi standard tecnologici
(3G, LTE, 4G…), che aprono a livello nazionale ed internazionale nuovi scenari competitivi. Le aziende dominanti avranno sempre più a che fare con una catena del valore controllata verticalmente in cui gli operatori telefonici e di network cercheranno di internalizzare le funzioni di
controllo e testing”
.

Dalle metropolitane agli uffici, dai banchi di scuola alle aule del Parlamento, tramite gli schermi touch delle nuove generazioni di smartphone, milioni di utenti in tutto il mondo comunicano tra loro con continui upload e download di contenuti. Tutto questo sistema
è regolato dai Network Monitoring Systems e i Wireless Protocol Analyzers che testano la frequenza degli scambi d’informazione e ne controllano la qualità per un flusso ottimale delle comunicazioni.

Frost & Sullivan ha recentemente analizzato questo mercato e pubblicato uno studio intitolato ‘World Wireless Protocol Analyzers and Network Monitoring Systems Market’, in cui si prevede una consistente ripresa del settore e si stima un fatturato superiore agli 850 milioni di dollari nel prossimo quinquennio, con una crescita annua che potrebbe sfiorare il 6%. Un mercato enorme, dunque, in cui l’Italia gioca e giocherà un ruolo di primo piano.

A dettare legge nel rinnovato sviluppo dei Network Monitoring Systems è la telefonia mobile, che conferma la scommessa di colossi come Microsoft, Apple, Samsung e Nokia. Ci si riferisce in questo caso più generalmente al trasferimento di dati in mobilità rappresentato dagli apparecchi  3G attualmente in commercio e di quelli 4G.

Nel 2010 l’Italia, con 123 milioni di contratti di telefonia mobile, occupava il secondo posto in Europa dopo la Germania che ne registrava,
invece, 129 milioni (i due Paesi insieme si dividono il 42% dei contratti di telefonia mobile europea). Questi numeri, destinati a crescere ad un
tasso del 9% nei prossimi cinque anni, sono legati in modo chiaro ai nuovi usi degli apparecchi un tempo definiti telefonici.

Autore: ITespresso
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