Fujifilm Finepix E510

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Fotocamera digitale

La Finepix E510 fa parte della nuova gamma di compatte digitali da poco presentata da Fujifilm, che con questa serie è riuscita a coniugare perfettamente la semplicità d’uso alla qualità. La E510 è senza dubbio un’ottima macchina. L’aspetto è quello di una compatta tradizionale, se non fosse per l’ampio display da 2 pollici posto sul retro. Dimensioni contenute per un peso di appena 176 grammi, ma comandi e ghiere ben posizionati e facilmente attivabili. Abbiamo apprezzato il classico joystick, che a differenza di molti altri, si lascia manovrare con estrema cura e precisione. Senza timore di sbagliare impostazione. Anche l’impugnatura consente una solida presa. Il sensore è un Ccd da 5 Megapixel effettivi per una risoluzione massima di 2.592×1.944 pixel, coadiuvato da un processore proprietario Fujifilm di nuova generazione che assicura cura nella riproduzione dei colori e nell’esposizione. Lo zoom ha una lunghezza focale equivalente a un 28-91 mm. Una focale di 28 mm è già un bel grandangolo, e non è frequente in una compatta di questa categoria. In alto c’è la ghiera dei programmi, attraverso la quale si impostano tutte le modalità di ripresa: automatismo completo, program, priorità dei diaframmi o dei tempi, funzione video e quattro modalità per riprese specifiche. Cioè ritratto, paesaggio, foto in movimento e riprese notturne. Il pulsante di scatto e di accensione sono subito accanto. Il controllo è ottimo. Sul retro, come accennato, un grande display a cristalli liquidi, attraverso il quale è possibile avere sempre sott’occhio le impostazioni effettuate. Il joystick a quattro vie è di ottima fattura, con le opzioni ben definite, compreso il tasto centrale per dare l’OK una volta fatta la scelta. Il mirino a supporto non è molto grande, ma fornisce una immagine reale. Il funzionamento della macchina è molto semplice. Sono sufficienti pochi minuti per comprenderne l’uso, anche senza consultare il manuale di istruzioni, che purtroppo nel kit viene fornito solo in inglese, mentre per una compatta rivolta alle famiglie sarebbe opportuno aggiungere anche la lingua italiana. Da segnalare, oltre al menù principale con il quale si effettuano tutte le impostazioni, la presenza del tasto “F” accanto al monitor. Con questo si entra in una specie di mini menù che consente di selezionare la qualità dell’immagine, la sensibilità e la modalità del colore. Oltre allo standard, infatti, è possibile inserire un incremento di contrasto e saturazione dei colori con la funzione Chrome. Sul monitor la differenza non è visibile, ma se si osservano le immagini sullo schermo del computer, oppure in stampa, si nota. Si può anche selezionare la ripresa in bianconero e in questo caso sul display la visione è monocromatica. Il menù principale è molto ricco. Chi vuole affidarsi all’automatismo completo non incontra alcuna difficoltà, perché nel menù vengono precluse le varie impostazioni, a parte l’autoscatto e la regolazione della luminosità del display. Se invece scegliamo qualsiasi altro programma, avremo a disposizione diverse opportunità di controllo. Per esempio, il tipo di esposizione sull’intera inquadratura o su una porzione limitata, il bilanciamento del bianco, la messa a fuoco, lo sharpening. La messa a fuoco manuale, dopo averla impostata dal menù, viene effettuata tenendo premuto il tasto multifunzione a lato del display, mentre contemporaneamente si agisce su quello normalmente usato per variare la focale dello zoom. Il medesimo tasto, la cui funzione principale è sovra o sottoesporre intenzionalmente, viene chiamato in causa quando selezioniamo la modalità manuale: serve per passare dai tempi ai diaframmi, i cui valori andranno modificati con il joystick. E’ possibile anche variare la quantità di luce emessa dal flash. Una funzione molto utile per non avere una luce troppo forte o, al contrario, eccessivamente debole nelle diverse situazioni. Il flash offre anche la funzione slow sinc per esporre bene sia il soggetto in primo piano che lo sfondo.

Autore: ITespresso
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