Fujifilm X-H1, il meglio della serie X in un corpo macchina “rugged”

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Fujifilm presenta la nuova top di gamma mirrorless Fujifilm X-H1, con il sensore stabilizzato su cinque assi e un corpo macchina ultra robusto

Fujifilm ha presentato il nuovo punto di riferimento della propria collezione mirrorless Serie X. Si tratta di Fujifilm X-H1, la prima a proporsi con sistema di stabilizzazione dell’immagine a cinque assi fino a 5,5 stop e la simulazione pellicola Eterna che emula la pellicola cinematografica, creando colori sobri e tonalità delle ombre intense.

La stabilizzazione dell’immagine avanzata è possibile, con poche eccezioni, su tutta la gamma degli obiettivi Fujinon XF, e X-H1 sarà utilizzabile e compatibile anche con gli obiettivi cinematografici MKX18-55mmT2.9 e MKX50-135mmT2.9, dotati di attacco X Mount e l’ottica XF200mmF2 R LM OIS WR, oltre che con  XF8-16mmF2.8 R WR uno zoom panoramico in arrivo entro fine anno.

FUjifilm X-H1 Black con Fujinon XF 18-55mm

Ecco come funziona il nuovo sistema di stabilizzazione. Esso sfrutta tre accelerometri assiali, tre sensori giroscopici assiali e un doppio processore sviluppato ad hoc. Un dispositivo di misurazione laser viene utilizzato durante il processo di produzione dell’unità di stabilizzazione dell’immagine, controllando la planarità e la posizione dei componenti con una precisione doppia rispetto ai componenti standard, quindi il processo di assemblaggio prevede ispezione e regolazione di ogni singola fotocamera per assicurarsi che la posizione parallela del sensore sia ottenuta con una precisione nell’ordine dei micron, come nei modelli precedenti, anche quando si usa la stabilizzazione dell’immagine. E con un meccanismo a molla si assicura la riduzione delle micro vibrazioni causate dall’otturatore meccanico. 

Entriamo allora nel dettaglio delle qualità della fotocamera.
Fujifilm X-H1 vanta un corpo in lega di magnesio del 25 percento più robusta rispetto a quella utilizzata sul modello X-T2. E’ stata modificata anche  la struttura dove è montata la flangia di innesto obiettivo, ottenendo un corpo compatto e leggero che mantiene una forte resistenza a urti, torsioni e altre possibili deformazioni.

Fujifilm X-H1 Fronte e retro

La fotocamera, grazie le particelle di dimensione aumentata sulla superficie esterna, si fregia di un rivestimento antigraffio di elevata qualità con una durezza superficiale equivalente a 8H. Il design è curato a vantaggio di una sensazione di stabile impugnatura e per un migliore azionamento del pulsante di scatto che garantisce l’azione immediata. Apprezziamo soprattutto la pulizia del dorso con i comandi essenziali posizionati a lato del display ma lasciando libero spazio all’impugnatura.

Per inquadrare si ha a disposizione il mirino elettronico con rapporto di ingrandimento di 0,75x e la risoluzione pari a 3,69 milioni di pixel. Il mirino lavora con un ritardo di visualizzazione di soli 0,005 secondi e una frequenza di aggiornamento di 100 fotogrammi al secondo.

Il monitor posteriore è un LCD touch elettrostatico da 3 pollici, inclinabile in 3 direzioni, con risoluzione da 1,04 milioni di pixel, che può essere intuitivamente impostato sull’angolazione desiderata. Confermato il sub display LCD da 1,28 pollici posto sulla parte superiore della fotocamera: è una caratteristica propria della medio formato Fujifilm GFX 50S, cui questa nuova mirrorless sembra largamente ispirarsi per quanto riguarda il design e la scelta di alcune soluzioni. Sul retro ecco poi comparire un nuovo pulsante AF-On per semplificare il funzionamento della messa a fuoco automatica con il pollice, consentendo al fotografo di utilizzare solo un dito per azionare il pulsante di scatto.

Fujinon X-H1 con l’attacco ridisegnato

I dati di targa, che riportiamo poi di seguito in dettaglio come forniti dal vendor, raccontano la disponibilità di un sensore APS-C X-Trans CMOS di terza generazione con risoluzione da 24,30 milioni di pixel, senza filtro passa basso, con il motore di elaborazione X-Processor Pro. Tra i miglioramenti prestazionali più rilevanti segnaliamo in rapida successione: la modalità video 1080/120P ad alta velocità (per ottenere slow motion di 1/2, 1/4 e 1/5) per registrare filmati spettacolari, la registrazione F-log*4 su scheda SD facilitando così il flusso di lavoro, la modalità di scatto DCI 4K (4096×2160), un’impostazione della gamma dinamica di 400 percento (circa 12 stop), l’elevato bitrate di registrazione da 200 Mbps, e un microfono interno di qualità elevata (24 bit/48 kHz).

Fujifilm X-H1 – I comandi

Tra gli accessori opzionali più graditi disponibili sin dalla messa in commercio della fotocamera a marzo 2018 ci sarà l’impugnatura verticale VPB-XH1 Power Boost anch’essa resistente a polvere e acqua, funziona a temperature fino a -10 gradi, in grado di ospitare due batterie, con una terza batteria nel corpo della fotocamera che aumenta a circa 900 il numero massimo di scatti disponibili in modalità normale (è l’autonomia dichiarata anche dal lancio di Panasonic di questi giorni).

L’accessorio aumenta anche il periodo massimo per le riprese di video in 4K a circa 30 minuti, rendendo la VPB-XH1 un accessorio essenziale per massimizzare le prestazioni di X-H1. E per supplire all’avidità di risorse tipica di quasi tutte le mirrorless di casa Fujifilm (uno dei pochi nei della collezione). 

Il prezzo di Fujifilm X-H1 è di 1939,99 euro (Iva inclusa) per il solo corpo, mentre il kit con il Vertical Power Buster costerà 300 euro in più. 

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