Fujifilm X-T10, downgrade intelligente del mito Fujifilm X-T1… E si risparmia

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IN PROVA – Fujifilm X-T10 è la sorellina minore del modello Fujifilm X-T1, ma consente anche di risparmiare qualche centinaio di euro, senza rinunciare a tutte le caratteristiche ‘tecniche’ che contano. La nostra prova, i pro e i contro, in attesa degli scatti di fine estate

Abbiamo parlato già sia di Fujifilm X-T1, protagonista anche della nostra estate, proprio l’anno scorso, sia del lancio di Fujifilm X-T10. Ora finalmente iniziamo la nostra prova di Fujifilm X-T10. Sarà nostra premura concluderla, come l’anno scorso per Fujifilm X-T1, al rientro dalle vacanze con un’ulteriore integrazione, e uno slideshow dedicato, con tanti scatti in una grande varietà di situazioni. Intanto vogliamo fornire anche a voi gli strumenti di base per una scelta corretta e iniziare a raccontare la nostra esperienza nei primi giorni di utilizzo continuativo.

Fujifilm X-T10, lo richiama anche il nome, è davvero la sorellina ‘appena un poco minore’ di Fujifilm X-T1, ma proprio per questo consente anche un buon risparmio e permette di partire per le vacanze comunque con un gioiellino, ma a cuor leggero. Fujifilm X-T10 si mostra con un design quanto più simile possibile alla sorella maggiore, con la maggior parte dei medesimi strumenti di controllo, ha lo stesso sensore e processore di X-T1 ma è di qualche centinaia di euro più economica, se si confrontano i prezzi solo del corpo macchina che differiscono di circa 300 euro.

Fujifilm X-T10 Silver
Fujifilm X-T10 Silver

Entriamo allora nei dettagli delle specifiche di questa Single Lens mirrorless della serie X di Fuji e poi aggiungiamo le nostre considerazioni, prima dello shooting estivo. Il modello per gli appassionati si presenta con il sensore da 16,3 MP APS-C X-Trans CMOS II (ISO 100- ISO 51200, 8 fps in scatto continuo, possibilità di registrare video full hd, eliminazione del filtro ottico passa-basso) con integrata la messa a fuoco automatica a rilevamento di fase, processore Fujinon e il già da noi premiato sistema AF con la messa a fuoco tradizionale su 49 punti, ma anche gli aggiornamenti dati dalla modalità Zone e Wide/Tracking che permette l’inseguimento del soggetto su 77 punti dislocati su un’area maggiore.

Fujifilm X-T10, primo contatto ed ergonomia

Proviamo Fujifilm con lo zoom Fujifilm XF 18-135 f3.5-5.6.

Fujifilm X-T10
Fujifilm X-T10, si nota a sinistra la scomparsa del selettore ISO. Una scelta a nostro avviso meno felice rispetto a quella fatta per Fujifilm X-T1

Appena presa in mano si percepiscono subito alcune caratteristiche importanti per chi spende circa 700/800 euro per un corpo macchina. La fotocamera Fujifilm mantiene i materiali in magnesio pressofuso per la parte superiore e inferiore, ma perde la caratteristica di trattamento ‘weather resistant’ e quindi le guarnizioni di tropicalizzazione del modello X-T1 (da qui l’indirizzo meno professionale del target), Fujifilm X-T10 conferma tre importanti selettori in metallo fresati, e a noi continua invece a dispiacere che le ghiere frontale e posteriore non siano in metallo anch’esse (sarebbe stato davvero un segno di classe e di coerenza di valore). Stupisce e non poco il flash perfettamente integrato nel ‘pentaprisma’ tanto da non fare quasi percepire che sia lì collocato, mancava alla più professionale X-T1, qui c’è ma molto ben mimetizzato. Molto bene anche la pulizia complessiva del design.

Fujifilm X-T10, le interfacce
Fujifilm X-T10, le interfacce frontali

Segnaliamo che il display LCD inclinabile in questo caso porta in dotazione un numero di pixel inferiore (920000 pixel) rispetto alla Fujifilm X-T1 e che proprio per le dimensioni più compatte, chi ha grandi mani, forse le sentirà più ‘compresse’ sul corpo macchina, specialmente la mano destra. C’è un gradevole scalino gommato sul dorso posteriore che educa alla corretta presa, ma un pochino compromette la perfetta presa. In compenso Fujifilm X-T1 è nel complesso più compatta della sorella maggiore e più leggera. Fujifilm con questa soluzione sposa e soddisfa un target esigente, ma non necessariamente professionale. E infatti ha aggiunto una soluzione ad hoc, la vediamo

E’ il selettore Auto Mode Switch, per dimenticare tutto e passare alla modalità completamente automatica, vera arma in più, per andare al sicuro sulle istantanee, così come quando si presta al volo la fotocamera a parenti e amici, meno esperti, lasciandoli scattare senza patemi. Confermiamo anche la buona impressione del mirino elettronico con un’ottima reattività e la comodità intrinseca di visualizzare tutti menu di impostazione anche senza staccare l’occhio dall’oculare, tuttavia non parliamo più del mirino con fattore di ingrandimento così gradevole della X-T1 (qui siamo a 0,62x contro 0,77x delle X-T1).

Fujifilm X-T10
Fujifilm X-T10

Invece come perplessità nostra, per come siamo abituati noi a lavorare vorremmo contestare a Fujifilm la possibilità di entrare in modalità di scatto completamente manuale solo sbloccando il selettore sull’obiettivo. Questa modalità che è abbastanza intuitiva sulle reflex che riportano il valore di apertura diaframma sulla ghiera, lo è molto meno in questo caso, dove la ghiera dei diaframmi è muta. Poco male.

Iniziamo così la nostra prova. E iniziamo così ad apprezzare anche l’integrazione della connettività WiFi per poter trasferire immediatamente gli scatti sullo smartphone ed essere pronti ad alimentare in tempo reale il nostro catalogo digitale in cloud. Rispetto alla X-T1 un piccolo disagio lo proviamo sinceramente trovando come terza ghiera sul profilo superiore il selettore per gli scatti singoli, continui etc, invece della ghiera ISO come per la X-T1, dovremo cercare di impostarli dal menu, anche se sappiamo bene che questa è una possibilità che volendo possiamo impostare e assegnare (come abbiamo fatto) proprio alla selezione ISO.

Fujifilm XT10 (2)
Il display posteriore in Fujifilm X-T10 a una risoluzione solo di poco inferiore a quella di X-T1. Si sente invece un po’ di più la differenza di rapporto di ingrandimento nel ViewFinder

 

A nostro avviso questo è proprio un errore di progettazione, perché gli ISO, oramai, sono scelti anche dal pubblico meno esperto come sistema per ottenere la migliore esposizione, insieme a tempi diaframmi, non ha senso nasconderli e avevamo esaltato questa caratteristica della X-T1. Si potrebbe pensare, nei modelli a venire, anche a un pulsante di scatto più accogliente, ma questo ci ricorda ancora bene la tradizione Fujifilm in proposito (anche se su X-T1 si era fatto un lavoro migliore e il pulsante era più ampio).

I primi scatti ci confermano la precisione della messa a fuoco, e con la ghiera posteriore possiamo ingrandire l’area di messa a fuoco selezionata o il punto AF attivo quando rivediamo le foto; noi apprezziamo i relativi miglioramenti con in questo caso della messa a fuoco alcuni strumenti sempre utili come per esempio il rilevamento dei volti e degli occhi (oltre al tracking su più punti di cui abbiamo parlato). Allo stesso tempo pur pensata per un altro tipo di pubblico, Fujifilm X-T10 resta una mirrorless ben ‘didattica’, volendo, lascia moltissimo da imparare, per arrivare a sfruttarla a fondo. E anche solo pensando alle possibilità di personalizzazione di alcuni tasti funzione.

Gli scatti di prova di routine intanto confermano perfettamente tutte le qualità del sensore oramai collaudato, mentre la navigazione nel menu software più completo documenta ancora qualche voce trascurata (ne abbiamo trovata una in spagnolo nel menu in italiano), pensiamo che Fujifilm possa lavorare ancora invece sulle riprese video, e a questo proposito non abbiamo apprezzato molto la presa per il microfono contemplata sì ma nel formato micro e non minijack. Si sente in ogni caso che il comparto video è ‘secondario’ rispetto a quello fotografico.

Bene invece il sistema AF che in passato per Fuji si era rivelato critico, si conferma ok tanto più con l’ultimo update del firmware; magari anche in questo caso sarà importante non avere fretta e prendere ben confidenza con tutte le possibilità di controllo offerte che sono davvero tante. Nei nostri scatti, al chiuso, abbiamo solo un consiglio da dare, se possibile evitare la massima sensibilità ISO di scatto dove abbiamo ‘sentito’ di più i limiti, in modo più marcato, aspetto fisiologico ma qui più accentuato. Segnaliamo inoltre che contrariamente a quello che sarebbe stato il ‘top’, le possibilità di scatto in modalità Raw sono precluse a sensibilità ISO inferiori a 200 o con Advanced Filter attivato.

Allora appuntamento a settembre con il nostro slideshow dedicato.

La prova estate

Fujifilm X-T10 utilizzata intensamente per tutto il periodo estivo ha confermato le nostre sensazioni nei test ‘indoor’ e ‘urbani’. Sul campo, utilizzata intensamente soprattutto al mare, quindi nelle classiche situazioni di ‘spiaggia’ ci è sembrata particolarmente a proprio agio nella gestione delle luci forti, sfruttando appieno tutti gli automatismi, con la conosciuta impostazione “A”. Non del tutto perfetti i risultati con la stessa impostazione nelle riprese notturne, dove abbiamo preferito, nella maggior parte delle occasioni, intervenire direttamente. L’uso intenso ci porta infine a riconsiderare in parte come da migliorare ancora il tempo di reazione tra accensione della fotocamera, avvicinamento dell’occhio al display e l’accensione del mirino elettronico. E’ l’unico momento in cui abbiamo rimpianto le reflex.

Fujifilm X-T10

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Fujifilm X-T10

 

 

 

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