Fusione Wind e 3 Italia, trattative in corso a Londra

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Voci di fusione fra Wind e 3 Italia
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Se andrà in porto la fusione fra Wind e 3 Italia, potrebbe nascere il terzo polo di telefonia mobile in Italia. Ecco i numeri dell’operazione

Il matrimonio fra Wind e 3 Italia torna tema di scottante attualità. A riportare le indiscrezioni sulla possibile fusione è la stampa italiana, a partire da Il Giornale. Ecco i numeri in gioco: se la fusione, di cui si parla da mesi, andrà in porto, potrebbe nascere il terzo polo di telefonia mobile in Italia con 33 milioni di clienti e 7 miliardi di euro ricavi. Ma a ostacolare l’intesa sarebbe il corposo debito di Wind, pari a 9,5 miliardi di euro, seppur rifinanziato la scorsa primavera.

Le trattative sarebbero in corso a Londra, e l’annuncio potrebbe essere dato nelle prossime ore. In precedenza, l’accordo era finito in un nulla di fatto, a causa di alcuni problemi riguardante la valutazione delle due società e la futura governance. Le trattative sul merger si erano dunque arenate per mesi. Infatti, sembra che il gruppo di Hong Kong Hutchinson Whampoa vorrebbe il timone del nuovo gruppo, mentre i russi di Vimpelcom, che hanno acquisito Wind nel 2010, puntano a una fusione tra pari: una joint venture al 50/50.

L’ipotesi di fusione nel mobile viene vista con favore dal mercato perché comporterebbe una inferiore competizione sui prezzi e quindi i conti di tutti gli operatori, sotto pressione a causa della crisi economica e della diffusione delle apps di messaggistica mobile, potrebbero finalmente migliorare.

Voci di fusione fra Wind e 3 Italia
Voci di fusione fra Wind e 3 Italia

Dall’ultimo report di Cisco, sul Mobile in Italia, emerge che nel nostro Paese il traffico dati mobile si moltiplicherà per otto dal 2014 al 2019: più che nel resto d’Europa, dove la crescita aumenterà di sette volte. Il traffico dati Mobile crescerà del 50% all’anno, visto che entro il 2019 ogni italiano avrà tre dispositivi mobili, uno in più rispetto ai due posseduti nel 2014.

In Italia, il traffico 4G registrerà un incremento di 44 volte tra il 2014 e il 2019, con un tasso di crescita annuo medio del 113%, rispetto a una crescita europea di 19 volte (e un tasso medio dell’80% l’anno). Le connessioni 4G in Italia erano il 2% del totale delle connessioni mobile nel 2014 e rappresentavano il 14% del traffico dati con un distacco rispetto alla media europea del 10% che costituisce il 31.3% delle connessioni totali. Ma arriveranno al 32% del totale delle connessioni mobili, ovvero al 77% del traffico mobile complessivo e al 38.2% in Europa.

I tempi del consolidamento delle Telco sembrano maturi anche in Italia. Il risiko è ripartito dal Regno Unito, dove BT ha acquisito l’operatore mobile EE per 19 miliardi di dollari. In UK, la spagnola Telefonica ha avviato negoziati per vendere O2 al miliardario di Hong Kong, Li Ka-shing, di Hutchison Whampoa. O2 e Tre vorrebbero fondersi per creare un operatore con più di 30 milioni di utenti.

Il risiko delle Telco rientra nei “desiderata” dell’Unione europea. La UE vuole riformare il mercato Telco europeo, azzerando il roaming e disboscando la giungla di tariffe, per unificare il mercato Tlc europeo in un “unico mercato delle Telco”, “Telecom single market” per quattrocento milioni di utenti europei. L’ex commissario Neelie Kroes ha più volte denunciato il fatto che 28 mercati nazionali separati impedirebbero la realizzazione di un Continente connesso. La “balcanizzazione” invece ostacola la trasparenza, i diritti e la possibilità di avere servizi più efficaci. Anche l’Antitrust europeo sarebbe pronto a un ritorno a tre operatori per Paese, nell’ambito del prossimo mercato unico delle Telco.

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Autore: ITespresso
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