Futurshow 3001 La cyber-connessione tra uomo e macchina

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Il tempo in cui le macchine e gli uomini interagiranno completamente non è poi così lontano. I pc potranno sentire le sensazioni delluomo e interagire con il sistema nervoso, per arrivare alla intelligenza artificiale migliaia di chip che pensano come un cervello umano. Questo il tema un po ambizioso ma non così lontano dalla realtà,

Il tempo in cui le macchine e gli uomini interagiranno completamente non è poi così lontano. I pc potranno sentire le sensazioni delluomo e interagire con il sistema nervoso, per arrivare alla intelligenza artificiale migliaia di chip che pensano come un cervello umano. Questo il tema un po ambizioso ma non così lontano dalla realtà, affrontato nel convegno che si è svolto giovedì 5 aprile a Futurshow 3001 e dal titolo La cyber-connessione tra luomo e la macchina. Una delle frontiere del futuro più prossimo della tecnologia, è lintegrazione uomo macchina, ha detto introducendo gli ospiti Carlo Massarini. La cyberconnessione, sulla quale molti scrittori hanno fantasticato in passato, non è poi così lontana. Kevin Warwick, docente di cibernetica alla Reading University di Londra, è venuto a Futurshow per parlare della sua esperienza si è fatto impiantare nel 1998 un microchip nel braccio sinistro. Per nove giorni un computer, collegato al microchip, ha registrato tutti i suoi movimenti. A settembre di questanno lesperimento entrerà nella seconda fase il professore si farà impiantare un microchip allacciato al sistema nervoso per interagire totalmente con il computer. Con mia moglie Irene dice Warwick stiamo pensando di farci installare, due chip per provare uno le emozioni dellaltro. Secondo Ernesto Hofmann, consulente senior di Ibm, il computer è molto meno complesso di un essere umano, anche se è in grado di svolgere migliaia di algoritmi in pochissimo tempo. Un transistor non può essere paragonato a un neurone. Nel pc ci sono un milione di transistor, ognuno dei quali è collegato al massimo ad altri tre. Un neurone base, invece, parla con altri 5.000 neuroni e un neurone intelligente, quelli del cervelletto, con altri 80mila. La realtà virtuale ha detto lo scrittore e giornalista Carlo Infante, è la vera nuova dimensione creata dallevoluzione tecnologia, che media la realtà che conosciamo e il mondo dellimmaginario. Una dimensione che ha protocolli di spazio e tempo tutti suoi. Il percorso è ancora lungo. Per i prossimi anni varranno ancora le leggi di Moore dice Enrica Fortunati, responsabile Marketing di Intel, ogni 18 mesi il numero dei transistor duplicheranno e i costi di acquisto si ridurranno del 50%. Lunico limite è dato dalla crescita esponenziale dei costi della produzione che duplicano ogni tre anni. Ma sicuramente le aziende e il mondo della ricerca scientifica andranno avanti.

Autore: ITespresso
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